di Valeria Davide

NOSTALGIA 

Quando il cuore si sofferma

a ricordare gli affetti andati,

ecco che arriva lei:

la nostalgia.

Arriva lentamente

e nei cuori fragili

i ricordi si susseguono,

privati del dolore.

Ecco!Ora ho nostalgia di te,

del tuo bel viso

del tuo sguardo limpido,

del tuo sorriso.

Come puoi rimanere immobile

figlia mia?

Come puoi restare lontana

da questo cuore mio

che ti anela

che ti chiama.

Ho nostalgia del tempo

in cui ti stringevo a me

ed insieme dondolavamo

come farfalle al vento

stringendoci le mani.

Raffaela Vitale

Il rapporto madre figlia è una delle figure più celebrate in poesia. In questa liriva proposta dalla pluri premiata poetessa Raffaella Vitale ,(autrice di silloge e narrative e collaboratrice di eventi culturali ),abbiamo modo di toccare con pathos crescente questo eterno affetto che muore di nostalgia quando l’amato figlio si allontana dal cuore. Non abbiamo solo letto una poesia, non soltanto una preghiera accorata pregna d’amore, ma uno scritto dall’alto valore poetico , tecnicamente curato nella struttura . Tra madre e figlio si crea il legame più intenso al mondo poiché  una madre nutre letteralmente il proprio figlio dal cordone  fino al raggiungimento dell’autosufficienza di quest’ultimo e non solo. Con la crescita e la maturità questo rapporto cambia, ma rimane perlopiù indissolubile nel corso del tempo. Prima, fino agli anni Settanta del secolo scorso non c’era molto spazio per il conflitto: il genitore comandava e il figlio, volente o nolente, ubbidiva. Ora invece i genitori apprezzano i figli che prendono posizione e discutono, che “ci sanno fare”verbalmente. Ma c’è il rovescio della medaglia: prima o poi i figli finiscono con rispondere, anche male, ai genitori, lasciandoli spesso interdetti da tanta “competenza”. Quindi inevitabilmente si creano rotture. Non è facile essere bilanciati , non è facile esser madre e amica allo stesso tempo .Ma non si può essere o l’una o l’altra. Insomma anche il mestiere di genitore non si impara che col tempo e con i figli stessi che non sono tutti uguali di contro.Essere madre non è essere perfetti, ma avere il coraggio in modo imperfetto di superare i propri limiti con la forza dell’amore. In questa lirica si sente il bisogno di ritrovare l’armonia e la pace con la propria figlia dopo un’incomprensione che le ha tenute divise .Leggo nei versi ” ho nostalgia del tempo/ in cui ti stringevo a me/” e mi trasmette questo bisogno di coccole , di perdonarsi con un abbraccio. Ma perché crescendo si crede che non se ne ha più  bisogno? Le coccole ,un abbraccio silenzioso, una carezza sono gesti che evocano sicurezza e amore, e nessuno è abbastanza grande da non averne bisogno ; nessuna parola riscalda quanto un  gesto.Ognuno insegue nel suo intimo la stessa necessità: toccare ed essere toccato con cura, accarezzare ed essere accarezzato con amore.Qualsiasi tipo di carezza è meglio di nessuna carezza.Spesso sento adulti che non hanno l’abitudine di abbracciare un genitore perché pensano che certi gesti non siano da persone “mature”; invece si perdono tutto il meglio che possono ancora prendere da un genitore e che possono dare. Non si impara ad amare sui libri o crescendo ma attraverso la pelle diventiamo esseri capaci di amare.Un abbraccio e si torna a volare come farfalle. Bellissima conclusione Raffaela che insegna l’importanza di dimostrare l’amore in tutte le relazioni e che invita al perdono perché non c’è cosa che con il dialogo e la presenza e la volontà  che non si possa superare.Grazie di aver condiviso la tua Nostalgia con gli amici di ventonuovo.eu.

Valeria Davide-poetessa -scrittrice

Per scrivere a Poeticando: valeriana73@hotmail.it 

 

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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