Di Brian Daniels – CCHR Regno Unito

In agosto, in seguito a una richiesta d’informazioni presentata dal CCHR secondo la Legge di Libero Accesso all’Informazione, ci è stata confermata la prescrizione di psicofarmaci antidepressivi a un bambino di un anno. La notizia ci ha sconvolto ma, da un certo verso, non ci ha sorpreso.

Questi farmaci causano una serie di effetti dannosi, tra cui aggressività, violenza e pensieri suicidi, e siamo convinti che se i genitori avessero ricevuto informazioni complete, avrebbero negato il consenso. Gli antidepressivi vengono anche prescritti sempre più spesso ad adolescenti, nonostante molti consiglino di farlo con moderazione, per “curare” i normali turbamenti e alti-e-bassi della vita. Gli psichiatri ripetono che i benefici di questi farmaci siano superiori ai loro rischi, ma guardando le statistiche, a noi pare che sia il profitto legato alla loro vendita a superare i rischi – in Inghilterra come in Italia.

Il CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, una onlus imparentata col CCHR,specializzata nel denunciare violazioni dei diritti umani nel campo della salute mentale, chiede che sia obbligatorio fornire informazioni dettagliate sugli effetti negativi degli antidepressivi prima di prescriverli, e auspica una legge, simile a quella inglese, che consenta libertà di accesso a questo tipo d’informazioni, sul modello della legge inglese.

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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