6 Agosto 1945.
71 anni fa alle 8:15, è stata scritta una delle pagine più tristi della storia mondiale, con lo sgancio della prima bomba atomica sulla città di Hiroshima (JP) seguita il giorno dopo dall’atomica su Nagasaki.
Ma il ricordo è vivo e il mondo non dimentica, specialmente i giapponesi che oggi in più di 50mila si sono riuniti al Parco della Pace, che fu l’epicentro dell’esplosione. Il sindaco della città, Kazumi Matsui, ha chiesto la presenza sempre maggiore dei capi di stato di tutto il mondo per contribuire all’abolizione degli arsenali nucleari.
E mentre la Corea del Nord tenta numerosi lanci di missili, è importante la vicinanza degli USA di Obama, di cui si ricorda la recente visita e l’appello lanciato al mondo per chiedere il divieto dell’arma nucleare “forma ultima dell’inumano!“.
Il programma di riduzione concordata degli ordigni nucleari sta coinvolgendo tutti i principali Paesi economicamente avanzati, ma in taluni casi -si veda appunto le intenzioni in NordCorea- la diplomazia dimostra tutti i propri limiti. Durante la cerimonia, il premier giapponese Shinzo Abe ha fatto appello alle nuove generazioni affinché non dimentichino, ribadendo l’impegno del proprio governo per una politica di non proliferazione nucleare.
Un minuto di silenzio è stato osservato alle 8:15 del mattino, l’orario esatto in cui l’ordigno atomico fu sganciato dal bombardiere americano, provocando almeno 140.000 vittime.


