Troppi gli intrecci, le omissioni e le evidenti storture di una storia nata male e che ogni giorno si condisce di retroscena imbarazzanti

“Le ricostruzioni secondo cui l’Assessore all’Ambiente e ai rifiuti di Roma Capitale, Paola Muraro, mediante il suo studio di consulenza ambientale, abbia garantito la continuità lavorativa ad una dipendente implicata nella parentopoli di AMA e per questo licenziata, pongono seri dubbi sull’indipendenza della stessa e se mai ce ne fosse stato bisogno sull’inopportunità della nomina. Grave resta il fatto che l’attuale assessore all’Ambiente da superconsuelente di Ama si era subito prodigata di informare la Direzione Ama chiedendo ai vertici della partecipata di autorizzare l’ingresso della collaboratrice nelle strutture di proprietà dell’azienda a Rocca Cencia e sulla Salaria. In che modo l’ex dipendente Ama è arrivata a conoscere l’assessore Muraro? Perché è stata scelta lei invece di altri? Troppi gli intrecci, le omissioni e le evidenti storture di una storia nata male e che ogni giorno si condisce di retroscena imbarazzanti mentre la città è sempre più sporca e si naviga a vista sulla gestione dei rifiuti. Capiamo che il sindaco Raggi ha un peccato originale molto simile con l’omissione sullo studio Previti ma tutto ciò non è giustificabile, e lei sa che sul tema dei rifiuti servono persone libere e indipendenti. La Muraro non lo è. Se ne prenda definitivamente atto e si chieda scusa alla città” conclude Santori.

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