Esordio per Valeria Caucino con il disco “At the break of dawn”. Finalmente nei negozi con un’opera firmata a suo nome dopo anni nei panni di autrice e collaboratrice. In rete il video ufficiale del singolo “Over the pain”

Come a dire che dietro le quinte di queste nostre città esiste un mondo incontaminato, non solo fatto di una natura lasciata libera di essere ma anche di una vita che ci lasci tornare alle origini della purezza. Sono queste le immagini che la visionaria musica di Valeria Caucino riporta alla nostra mente. Si intitola “At the break of dawn” ed è un lavoro di spiccata matrice irish, mood epici e un sentore di folk americano al femminile. Un disco acustico, rigorosamente in inglese, dove padroneggiano chitarre acustiche e voce, grandi riverberi e orchestrazioni dolci e mai prepotenti. In rete il video del primo singolo dal titolo “Over the pain” e quello che resta da dire lo lasciamo alle parole di Valeria Caucino:

Un disco che non solo non vuol sembrare italiano, ma neanche di questo tempo. Sbaglio?
E’ vero, l’uso della lingua inglese e gli arrangiamenti folk rimandano al passato e all’estero, in particolare alla musica acustica d’oltre oceano di alcune decadi or sono. Non siamo certo partiti dall’idea a priori di misconoscere le nostre origini o di rifiutare la cultura italiana, piuttosto, sia io che i miei autori abbiamo seguito le tracce della nostra sensibilità musicale, componendo brani di forte ispirazione anglosassone perché essa ci ha profondamente influenzato nel tempo ed è ciò che sentiamo più vicino dal punto di vista dell’espressività.

Cosa ispira un simile percorso artistico?
Questo disco rappresenta il frutto della mia esperienza passata: anni di frequentazione del folk americano e, in misura minore, della musica irlandese tradizionale e contemporanea. E’ un repertorio che ho “assimilato” sin da adolescente, dapprima con l’ascolto dei grandi cantautori degli anni ’60 e ’70, e che in seguito ho cominciato a riproporre dal vivo facendolo diventare un po’ il sangue delle mie stesse vene artistiche. Credo che questo sia il motivo per cui il sapore dell’intero album ha connotati anglofoni, sebbene i brani siano composti da autori italiani, in stili diversi ed epoche differenti.

Bellissimo video di “Over the pain”. Girato in Italia? E anche qui siamo davvero poco in questo paese e in questo tempo…
Le riprese sono state effettuate nella zona in cui vivo e nei territori limitrofi, il biellese e il canavese, sebbene il particolare taglio che ha voluto dare il regista evochi scenari di Paesi lontani e incantati. Una parte è stata girata nel villaggio montano di Rosazza, profondamente incastonato in una verde vallata e divenuto celebre in tempi recenti per i suoi legami architettonici con l’esoterismo e la massoneria. L’altra parte del filmato riguarda il lago Pistono, a poca distanza da Ivrea, un piccolo specchio d’acqua immerso nel silenzio, tra alti castelli merlati e montagne a perdita d’occhio all’orizzonte. L’abbinamento di queste immagini con la musica di “Over the pain” ne fa un quadretto quasi fiabesco che poco ha a che fare con i videoclip a cui siamo abituati all’interno del panorama della musica italiana di oggi.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.