“Alla luce dei provvedimenti intrapresi, prima ancora che dei terroristi islamici, i cittadini devono aver paura dei centri di riferimento nazionale per il bioterrorismo per il Giubileo, come l’Istituto Spallanzani. La deliberazione n. 612 del 2015, infatti, prevede la pubblica selezione di 3 infettivologi, 1 biologo per il laboratorio di microbiologia e 1 biologo per quello di virologia presso il primo centro di riferimento nazionale per le malattie infettive. Tuttavia, la formazione nel campo del bioterrorismo non è elevato a requisito, ma considerato come mera preferenza per la scelta del candidato. Ciò significa che il bando non esclude chi non ha formazione ed l’esperienza nel campo del bioterrorismo ed esperienza nell’esecuzione di tecniche molecolari e colturali, specie quelli a potenziale uso bioterroristico”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio.
“Il ministero della Salute e la Regione hanno sempre vantato una task force per ebola e ora, con questo bando, potrebbero assumere chiunque, anche chi non ha esperienza a riguardo? Ma se scoppiasse qualche epidemia o attacco che richiede il massimo livello di allerta, chi sarà in grado di affrontarlo? I contenuti di questo possibile bando sono irricevibili e deve essere rivisto dall’istituto, perchè oggi è tempo di fronteggiare un pericolo potenzialmente imminente e devastante e, nella malaugurata ipotesi di attacco, l’Istituto Spallanzani non deve avere alcuna falla, anche perchè ci sarebbe concessa una sola chance. Eppure le dichiarazioni del premier francese Manuel Valls erano chiare: l’attacco batteriologico e chimico è un pericolo imminente ed attuale. Temo che il presidente Zingaretti non abbiano ben compreso in che epoca stiamo vivendo e spero possa intervenire urgentemente. E’ bene che la Regione Lazio e lo Spallanzani si rendano conto dell’ennesimo errore commesso e tornino indietro prima che sia troppo tardi” conclude Santori.


