Si fanno chiamare Casablanca ed è così che intitolano anche il loro primo disco. In radio il singolo “Gelido” accompagnato anche da un video che spopola in rete.
Casablanca è un chiaro rimando alla cinematografia o a quella rivoluzione che tanto fa scandalo. Forse di rivoluzione c’è poco e probabilmente anche nei loro intenti non c’è troppo da dire in merito. Probabilmente è solo libera espressione che non ha pareti, confini ed etichette musicali. Dagli anni ’80 si attinge quel rock che piace e che ritroveremo poi in quella scena che ha segnato l’adolescenza e gli eccessi di molti. Capitanati da Max Zanotti (voce e chitarre) assieme a Filippo Dellinferno, con Giovanni Pinizzotto al basso e Stefano Facchi alla batteria, i Casablanca pubblicano il loro primo disco, omonimo, in cui racchiudono 11 tracce di assoluto regime pop rock italiano.
Un progetto inedito. Per professionisti come voi in perenne movimento, da dove nasce il bisogno di un progetto come questo?
Nasce dalla nostra voglia di vedere un progetto cosi’, dallo scrivere, produrre e suonare questi brani…..
Di tutti gli artisti e progetti in cui avete gravitato fino ad oggi, quale di questi ha maggiormente contaminato il suono e la scrittura dei CASABLANCA?
Tutti noi abbiamo un background musicale che tocca questo sound, nei nostri precedenti progetti, da Deasonika , The fire, Interno 17 avevamo gia’ preso coscienza delle nostre rive sonore, Casablanca non e’ un mix di questi ma una nuova avventura.
Qual è la ricetta vincente per riuscire a conciliare tutti questi mondi paralleli?
Non credo che ce ne sia una…si tratta di alchimia, non essendo pero’ distanti musicalmente non e’ stato difficile.


