Di V. P.
Mentre alla Pisana si discutono luci e ombre della seconda gara CUP regionale – che, così come strutturata, costerebbe il posto di lavoro al 20% delle risorse impiegate e favorirebbe ancora una volta accordi spartitori tra le imprese concorrenti – non sono ancora chiare le implicazioni di soggetti terzi nella turbativa d’asta che avrebbe permesso a Buzzi e soci di accaparrarsi parte dei servizi del primo appalto revocato in seno all’inchiesta mafia capitale. Eppure le intercettazioni operate dai ROS sul sodalizio criminale che stava per mettere le mani sul terzo lotto della gara comunitaria bandita il 4 aprile 2014, fanno chiaramente supporre la presenza di altri partners nella costellazione affaristica delle cooperative indagate. Partners commerciali il cui coinvolgimento – ad oggi – non è stato minimamente approfondito. Un fatto estremamente singolare, data la facilità con cui vi si potrebbe risalire sulla base delle intercettazioni al vaglio degli inquirenti. Semplici deduzioni suggerite dalle trascrizioni delle comunicazioni avvenute tra Salvatore Buzzi e i suoi complici prima del 29 settembre 2014, data in cui la Commissione di gara assegnava con graduatoria definitiva il lotto n. 3 alle ditte RTI II SOLCO s.c. e Gesan S.r.l. . Aziende, queste ultime, che sarebbero servite solo a bypassare il conflitto d’interessi sottostante all’accordo con Luca Gramazio, ex consigliere regionale del Pdl finito in manette a seguito dell’inchiesta. Il mezzo imprenditoriale utilizzato da Salvatore Buzzi per concorrere alla gara è infatti quello di Formula Sociale, poiché la Eriches e la 29 Giugno, cooperative sociali a lui riconducibili, appartengono notoriamente alla cooperazione di sinistra, mentre la quota per cui gli fa da tramite Gramazio viene rivendicata come spettante all’opposizione. Dalle registrazioni dei colloqui intercorsi fra Salvatore Buzzi, Alessandra Garrone, Carlo Guarany, Claudio Caldarelli, Mario Monge, Emanuela Bugitti, Paolo Di Ninno e Claudio Bolla, emerge come i rei avessero individuato in 3 soggetti distinti gli strumenti per partecipare alla gara milionaria: le cooperative Sinergie (32%) e Formula Sociale (48%) in qualità di consorziate della RTI II SOLCO, e la casertana Gesan Srl di San Nicola La Strada, a sua volta operante in ATI. Nelle intercettazioni ambientali e telefoniche si percepisce la partecipazione attiva di un uomo e una donna non identificati, rappresentanti di una società interessata ai servizi del Centro Unico Prenotazioni per la ASL di Frosinone, che Monge (II SOLCO) definisce “già operante nel settore”. Il sodalizio che si sarebbe delineato tra questo Gruppo non identificato e Buzzi, avverrebbe in concorrenza con quello proposto da ATI, formata dalla capofila Capodarco di Maurizio Marotta. A detta di Caldarelli e Guarany, la società di cui non si fa il nome presenta un conflitto d’interessi con la gara in corso, ma proprio in virtù del patto citato e della specifica conoscenza del terzo lotto riesce a sbaragliare i concorrenti nella graduatoria del punteggio tecnico. A margine di questa ricostruzione, si potrebbe dedurre quale sia l’azienda celata dietro le facciate di SOLCO e Sinergie. Un’azienda probabilmente attiva nella gestione dei servizi CUP per il mercato sanitario dell’intero territorio nazionale, che sembrerebbe nota anche per le gare a ribasso e per la sua partecipazione formale in ATI al terzo lotto con la Capodarco, che gestisce i lotti ASL di Rieti e Latina. Non è altrettanto chiaro, invece, il motivo della sua estraneità alle indagini svolte, che inspiegabilmente ignorano la convergenza di più elementi verso un’unica, lampante direzione.


