Di Alfonso Vannaroni
E’ tutta targata Partito democratico la nuova giunta capitolina, presentata oggi pomeriggio dal sindaco Ignazio Marino. Marco Causi, Stefano Esposito, Marco Rossi Doria, Luigina Di Liegro riempiono le caselle precedentemente libere dalle dimissioni di Luigi Nieri, Guido Improta e Silvia Scozzese. In più c’è stato il siluramento di Marco Masini, fino a ieri assessore alla scuola. Ma il Marino ter – terza squadra in poco più di due anni – è già oggetto di critica. In particolare Sinistra ecologia e libertà – alleato fedele fino a ieri del chirurgo dem – adesso fa la voce grossa: annuncia appoggio esterno e valuterà volta per volta dei provvedimenti che saranno presentati. “La Giunta è un prodotto fatto di continuità con il vecchio centrosinistra misto a iperrenzismo – dice il capogruppo Gianluca Peciola – Valuteremo atto per atto a partire dall’assestamento di bilancio”. E la prima avvisaglia c’è stata in tarda mattinata, quando al momento della votazione in aula sull’ordine dei lavori per l’assestamento di bilancio, il partito di Vendola ha fatto mancare il numero legale. Più dura l’opposizione. Il Nuovo centro destra ha issato in aula una bandiera bianca con un cartello ‘Marino dimettiti’.
Marino invece tira dritto: “Voglio dare un benvenuto calorosissimo alle persone che si aggiungono oggi a partire da Marco Causi che ha accettato il ruolo di vicesindaco e assessore al Bilancio – dice il sindaco – Rossi Doria è stato un compagno di strada di tante battaglie politiche e sono sicuro che porterà a periferie e scuole quei cambiamenti che la nostra città attende, perché Roma non è solo dentro le mura Aureliane ma soprattutto fuori. Le capacità di Stefano Esposito saranno messe a disposizione di un’area strategica come i trasporti. Di Liegro porterà tutte le sue conoscenze, equilibrio e intelligenza nel settore Turismo”. E poi saluta gli ex assessori: Ringrazio Improta – continua il primo cittadino – che ha coordinato un’area strategica importantissima con sapienza. Silvia Scozzese che ci ha aiutato a rientrare da un disastro economico e finanziario. Luigi Nieri, una grande persona con cui ho sviluppato anche un rapporto di affetto personale. Marco Masini, decisivo nella risoluzione dei conflitti che scuotevano il personale scolastico”.
Il sindaco adesso si sente forte: “Non ho mai percepito un pressing per le mie dimissioni – ha detto – mi sento solido e sento la solidità del governo, che naturalmente vuole degli obiettivi che raggiungeremo tutti insieme”. Ma qualche ombra già si fa strada. Gli assessorimuncipali alla scuola hanno firmano una lettera per chiedere al sindaco di riconsiderare la sostituzione dell’ormai ex assessore alla scuola. “In questi sette mesi di incarico – ricordano gli assessori – Masini ha seguito con equilibrio e competenza le difficili questioni del contratto con il personale educativo e ha dato una significativa svolta al settore scolastico, mostrando intuito e sensibilità politica, capacità di coinvolgere e ascoltare le voci dei territori”. E sui mal di pancia di Sel, Marino taglia corto: “Sono sicuro che l’alleanza così come è stata determinante durante la campagna elettorale e i primi due anni di governo su tanti temi – conclude – dai diritti alla rigenerazione urbana alla casa, continuerà con rispetto reciproco e la solidità di chi è convinto di lavorare sui temi e sui contenuti”. Da oggi il Marino ter è alla prova dei fatti. Le opzioni non sono molte: o si rilancia la città o si sprofonda nel baratro.


