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OMAGGIO A PINO DANIELE 

Scrivere emozioni, quelle vere che arrivano dal cuore al cervello velocemente per trasformarsi in coriandoli usciti dal pugno di un bimbo, è arduo, difficile, concesso solo a chi, nonostante gli anni che passano, si sente ancora con lo spirito di un bambino. ” 4 Gennaio 2015” è venuta fuori così, alle 16,18 del 5 gennaio 2015 nella mia “bottega. Il mondo intero aveva perso uno dei più rappresentativi cantautori dell’ultimo millennio e Napoli tutta piangeva il suo “Pino”. Personalmente non riuscivo a stare con “le mani in mano” ed ecco, mentre percorrevo con la mente le sue opere, ho cominciato a far uscire dalla mia penna questo cocktail di emozioni dove i suoi testi di volta in volta che scorreva la penna s’incontravano con i miei versi. Così è venuta fuori la lirica quale piccolissimo contributo al grande artista perché resti sempre vivo il suo testamento di emozioni.le sue musiche, i suoi amori le sue isole, il suo vulcano i suoi odori e con i suoi sapori. Gino Iorio

 

4 gennaio 2015     Gino Iorio

Tu dimmi quando 

 ci sarà chi parlerà di ”Napul’è” 

con le sue contraddizioni, i suoi dolori, 

 le sue musiche, i suoi amori,  

le sue isole, il suo vulcano, 

i suoi odori e con i suoi sapori.

Tu dimmi quando 

 ci sarà chi darà voce a “chesta” città,

sedotta e abbandonata tra i rifiuti 

 e “quanno lli’uochhie miei” potranno rivedere 

la tua espressione malinconica e sofferta

 mentre canti “na tazzulella e cafè”.

Tu dimmi quando 

farai giungere da lassù, 

più forte, il segno che hai dato tra noi 

così potrò rivedere la mia città;

la più bella del mondo, “quanno chiove”

 e quanno ce stà, “’na jurnata ‘e sole”.

Tu dimmi quando 

Potrò “sentere e ‘parole toie

 Addò se legge”: “Napule è na carta sporca 

 e nisciuno se ne importa”.   

 Caro Gino, sono onorata di averti nella mia rubrica e di aver fatto la tua  conoscenza davanti a un caffè dove mi hai parlato  delle  tue esperienze di vita divisa in segmenti: momenti di crescita ,momenti più spigolosi e infine momenti di riflessione e di rinascita. Ho  parlato con l’uomo , il poeta e lo scrittore , tre persone diverse con un unica splendida  anima il cui prodotto, ha dato alla luce  romanzi e raccolte di poesie che hanno riscosso numerosi riconoscimenti: dal Premio Ercolano  per la letteratura nel 2012   a quello più recente dell’accademia dei Bronzi per il premio Alda Merini; ultimamente  inserito come “Cavaliere d’onore” nelle schiere del’Ordine dei Templar per meriti letterari acquisiti. La tua attività di delegato per la Campania della scuola di poesia online del Cavaliere Bortolazzi a quella di attivista in materia socio assistenziale completano una figura carismatica, saggia e mutevole da cui traspare il talento innato di mettersi continuamente in discussione e capace di avventurarsi in testi  narrativi e poetici di successo. L’ultimo tuo lavoro, il romanzo ” Il posto delle Aquile” (che invito gli amici alla lettura) è un viaggio emozionale che percorri con tre donne diverse, ciascuna con un equilibrio diverso, e con il proprio senso che appaga e soddisfa solo una parte della tua ricerca interiore, lasciandoti un interrogativo grande quanto l’esistenza di Dio. Il domani ti darà la risposta.

La poesia che ci  hai proposto, con cui ti sei classificato secondo al premio Alda Merini, ha un nome e una garanzia, è l’anima di Napoli: Pino Daniele. Nei tuoi versi si libera il canto di alcune note di Daniele “Tu dimmi quando”e “Quanno chiove” e “Na jurnata ‘e sole” e “Napule è”. Per una napoletana come me, cresciuta a pane e Pino Daniele è  ancora doloroso parlare della perdita di  questo grande volume della biblioteca musicale e poetica partenopea . Una ferita che ancora sanguina per  quella voce fraterna che ha unito almeno tre generazioni e che rappresenta per chi non ha ancora vent’anni un esempio da cui ereditare la buona musica. Sono d’accordo Gino , non ci sarà più nessuno che canterà Napoli  come  ha fatto Pino e  con  la stessa capacità di rappresentarla in tutti i suoi colori, quelli  chiari del mare su cui domina severo  il Vesuvio  e quelli  scuri dell’abbandono delle istituzioni nelle problematiche sociali, dei traffici illegali, dell’omertà. Nella chiusura della tua lirica , l’invocazione che rivolgi a Pino affinché ora da lassù possa cantare anche a Dio il bisogno di attenzione che merita Napoli, questo paradiso maledetto di cui “nisciuno se ne ‘mporta”e che sperando in un miracolo di San Gennaro torni ad essere il paese che “‘a sape tutt”o munno”(conosciuto da tutto il mondo) perchè bastonata sulle prime pagine di cronaca. Grazie Gino per aver condiviso questo tributo giustamente premiato, complimenti vivissimi per la tua carriera e come hai fatto con me anch’io voglio augurarti di trovare “Il posto delle Aquile”.In ricordo di Pino Daniele rubo alcune sue perle di saggezza napoletana tratta dalla sua YES I KNOW MY WAY: Miette ‘e creature ‘ ‘o sole/ pecchè hanna sapè addç fa friddo/ e addò fa cchiù calore/” Metti i bambini al sole 

perché devono sapere dove fa freddo e dove fa più calore.
Valeria Davide -poetessa

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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