Di Alfonso Vannaroni 

C’è il trafficante di rifiuti che sparge veleni nella pancia della terra. C’è l’imprenditore edile che favorisce il controllo delle famiglie mafiose sugli appalti succulenti. C’è il cassiere dei boss impegnato a riciclare il denaro. C’è l’esperto conoscitore delle energie rinnovabili. Non manca poi la figura del politico locale, eletto grazie al voto di scambio che risponde ai voleri di cosche e clan. Ma c’è anche il funzionario pubblico corrotto, pronto a rilasciare un permesso, un’autorizzazione o una licenza. Poi ci sono figure come il tecnico, l’esperto, il consulente, il truffatore agroalimentare, il mercante di reperti archeologici. Dietro gli innumerevoli illeciti ambientali che devastano l’Italia c’è una fitta rete di persone senza scrupoli: c’è un’organizzazione di criminali che fa business sulle pelle dei cittadini, fatturando 22 miliardi l’anno.  

“L’ecomafia cresce, oltrepassa i confini nazionali, vede i suoi interessi economici aumentare e assume sempre più la forma di una vera e propria impresa al cui interno operano figure professionali precise e definite”. Lo dice il dossier Ecomafia di Legambiente, che non lascia spazio a dubbi: il 2014 è stato un incubo per l’ambiente del nostro Paese. Basti pensare che sono stati 29.293 i reati accertati, circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora, per un fatturato criminale che è cresciuto di 7 miliardi raggiungendo la ragguardevole cifra di 22 miliardi, cui ha contribuito il settore dell’agroalimentare, con un ricavo di 4,3 miliardi di euro.

In cima alla classifica degli illeciti c’è la Puglia, con 4499 infrazioni e 2469 sequestri. Il Lazio è la prima regione del centro Italia, la Liguria la prima del nord. Fanalino di coda è la Valle d’Aosta con sole 45 infrazioni e 14 sequestri. La Lombardia detiene invece il primato per le indagini sulla corruzione. Un dato spaventa: più della metà delle infrazioni (14.736) sono state commesse in Puglia, Sicilia, Campania e Calabria, vale a dire nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. In questi territori sono state 12.732 le denunce, 71 gli arresti, 5127 i sequestri. Dalla fotografia scattata dal dossier dall’associazione ambientalista emerge che le illegalità nel settore dei rifiuti sono state 7.244, quasi 20 al giorno. Alto è stato anche il numero di inchieste sui traffici organizzati, ben 35. Allarmante il quantitativo di rifiuti sequestrati in questo ultimo anno e mezzo: in appena 16 inchieste sono stati bloccati da provvedimenti giudiziari più di tre milioni di tonnellate di veleni. “Giusto per avere un’immagine evocativa – spiega Legambiente – per trasportare questa mole di rifiuti occorrerebbero più 125mila tir”, che messi in fila coprirebbero una strada lunga quanto la distanza fra Trapani e Aosta. Non solo. In salita anche i reati nel settore del ciclo del cemento 5.750 (più 4,3 per cento), qui la Campania si conferma la regione con il più alto tasso di illegalità, seguita da Calabria, Puglia e Lazio. E poi ancora. Tra bracconaggio, commercio illegale di specie protette, abigeato, allevamenti illegali, macellazioni clandestine, pesca di frodo, sono stati scoperti quasi ottomila illeciti. Ci sono poi furti di opere d’arte che hanno raggiunto le 852 unità, con oltre1500 persone denunciate e 15 arrestate.

Da maggio i reati ambientali sono puniti. L’introduzione nel codice penale di uno specifico titolo dedicato ai delitti contro l’ambiente è diventato realtà. “Tutto ciò rappresenta un salto di civiltà – ha detto il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – oltre al ddl ecoreati, vogliamo ribadire che la buona politica e un sistema di controlli efficace sono il miglior antidoto per debellare le ecomafie, ecco perché auspichiamo che nei prossimi mesi sia varata la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, ancora ferma in Parlamento, e si metta mano alla Legge Obiettivo e alla nuova regolamentazione degli appalti”.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookPinterest

Di Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)