Matteo, un ragazzo dallo sguardo pulito,ironico e schietto al punto tale che ha deciso di mettersi a disposizione degli ultimi:così infilatosi un paio di pantaloni larghissimi e qualche maglia stropicciata,ha passato alcune notti seduto ai bordi della stazione centrale,in quelle barricate di guerra dove come arma puoi avere solo la tua trasparenza d’animo;un borsone a tracollo ed una croce di legno appesa al collo….ed a completare il tutto una barba di qualche giorno…;

Ma perche?

Ha deciso di incontrare almeno venticinque immigrati che vivono a Napoli ai limiti di quel percorso che chiamiamo vita;

Ha preso appunti sedendosi accanto a loro,li ha ascoltati in silenzio….ha rischiato di essere pestato,di passare per uno di loro,di essere derubato…insomma …tutto questo per il desiderio di “scoprire”;

Scoprire(nel senso di ‘denudare’ ) la propria vita da inutili apparenze fatte di loghi,profumi,marche costose e clichet inauditi,Scoprire il sorriso che vive nell’infelicità apparente di una vita-non vita…Scoprire….lo sguardo di Dio nel prossimo;

Matteo mi ha raccontato di quanto ci rendono simili le differenze,di quanto sia semplice spiegare a parole il razzismo e quanto invece sia difficile viverlo sulla propria pelle giorno dopo giorno;anche Lui ha girovagato chiedendo la carità,lasciandosi insultare dai passanti ed a volte beccandosi anche qualche spintone,ma Lui non si è arreso,e proprio come gli “amici” conosciuti per strada,ha continuato a chiedere l’elemosina giorno dopo giorno….!

Ha conosciuto TAMIRA,una dolcissima mamma africana che chiede l’elemosina per strada lasciando sua figlia a casa di una famiglia italiana,perché le ha raccontato di avere un regolare lavoro,proprio come le aveva detto quando la bambina le chiese perche stavano prendendo quel barcone per arrivare in Italia..,

“Tamira siamo tutti noi”, mi dice Matteo con gli occhi pieni di lacrime,ma sereno…poi da uno sguardo al cielo e continua: “ TAMIRA siamo noi,quando cerchiamo una parola d’affetto….e se non vediamo chi puo darcela siamo disposti a salire su qualsiasi barcone dell’anima,per giungere a chi potrebbe dirci-anche a gesti- con calore: io sono dalla tua parte…!”

 

Risposta:

Cari amici

Quello dell’immigrazione è un tema molto vasto e delicato.Potremmo scrivere pagine e pagine sull’argomento ma a noi sono concesse poche righe. Purtroppo nel nostro paese la situazione si è aggravata moltissimo negli ultimi tempi. Abbiamo aperto le porte a tutti,troppi senza pensare se fossimo veramente in grado di poter aiutare ogni singolo essere umano. Non possiamo salvare il prossimo se non sappiamo salvare nemmeno noi stessi. Abbiamo problemi talmente gravi che accogliere quelli degli altri ci sembra quasi un’assurdità. Farli vivere ai margini della società nella sporcizia e nelle condizioni più precarie possibili non ci fa onore ma non abbiamo le possibilità necessarie per cambiare queste realtà. Molte associazioni aiutano questa povera gente nel miglior modo possibile ma se continuiamo ad accoglierne ancora si arriverà a una situazione senza ritorno.

Fermiamo questa macchina finché siamo in tempo certi di rimetterla in moto appena migliorerà la nostra situazione.

Il nostro bel paese deve tornare tale.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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