di Elena Sparacino

Mi chiamo Bianca Ferraris. Sono morta ieri. Mi sono impiccata in una delle fabbriche di mio padre. Ovviamente vorrete sapere perché…

10838163_10152652652283870_4773967675560023252_oSui muri di Piazza Vittorio, a Torino, sono affisse delle locandine sfuggenti che attraggono la mia attenzione, così mi avvicino curiosa per leggere: si tratta di 6Bianca, una serie teatrale in sei episodi scritta durante una writers’ room con studenti e collaboratori della Scuola Holden. Quella di Baricco ora associata a Eataly, per intenderci.

Ed è proprio qui, nella culla della prima Italia, che si sperimenta oggi in teatro la formula della narrazione seriale. Non è la prima volta in assoluto che un esperimento del genere va in scena, ma nel nostro Paese è quantomeno la prima volta che la produzione di uno Stabile dedica per oltre tre mesi a un unico progetto una delle principali sale cittadine (per la precisione, quella del Teatro Gobetti). Il progetto nasce infatti espressamente per il teatro, storia unica divisa in sei capitoli e firmata da uno degli scrittori americani più in vista del momento grazie ad un esperimento analogo proposto però sul grande schermo in formato unico: ci riferiamo a Stephen Amidon, autore e sceneggiatore de Il Capitale Umano, il conturbante film di Paolo Virzì proposto dall’Italia per la candidatura annuale agli Oscar 2015 in shortlist come Miglior Film Straniero. E, proprio come accadeva nella pellicola sulla società brianzina, anche nel serial ogni episodio sarà legato all’approfondimento di luci e ombre di un personaggio, alla ricerca di una risposta al quesito portante dell’intreccio: perché si è uccisa Bianca Ferraris?

10869840_10152613824988870_1745402088105115774_o885547_10152563927238870_497811944274614312_oLa ricca società industriale stavolta è quella del torinese, e proprio Torino fa da sfondo, con i suoi scenari, i riferimenti e i luoghi comuni, alla tragedia di apertura del corpo di una giovane donna – un’ereditiera – rinvenuto esanime sospeso nel vuoto tra le rovine di una vecchia fabbrica abbandonata. Bianca Ferraris si è impiccata, lasciando pochi indizi e molti sospetti dietro di sé, tra intrighi, tradimenti, confessioni, passioni, rivalità e immancabili segreti svelati. Perché l’ha fatto? Cos’ha scoperto di raccapricciante Bianca sulle figure che più da vicino la circondano? Intorno a lei si snodano oscure trame, verità che si dissiperanno volta per volta, tassello dopo tassello, puntata dopo puntata. Come nella più pirandelliana delle opere, le verità sono molteplici, e al contempo nessuna sembra prevalere sulle altre; più che una soluzione si profila un viaggio mentale nelle vite dorate delle anime rotte da questo avvenimento, il cui equilibrio viene irrimediabilmente turbato: il padre Amedeo, Giulia sua moglie, la giovane Luna – migliore amica di Bianca e segretamente amante di suo padre -, la nonna rancorosa, un ex dipendente che dopo il licenziamento ha giurato vendetta contro il padrone, un leale assistente frustrato dalle ripetute scorrettezze del capo. E infine un misterioso figuro, Darko, che Amidon descrive come “emissario di un passato lontano, le cui perfide intenzioni appariranno chiare man mano che la storia raggiungerà il suo climax”, da cui ci si aspetta un’ombra trasversale sulla vicenda.

Come accade per le serie tv, anche 6Bianca è frutto di un lavoro collettivo, reinterpretato poi in itinere dal genio scenico della regista milanese Serena Sinigaglia, alla quale il copione definitivo pare sia stato consegnato all’ultimo, sfornato fresco dal gruppo di lavoro drammaturgico che Amidon presiede alla Holden. Un tentativo finora unico di combinare le tecniche narrative dei serial televisivi con quelle classiche del teatro, per esplorare sentimenti come l’avidità e il senso di colpa, come spiega l’autore stesso nella scheda di presentazione dell’opera:

L’impulso artistico alla base di 6Bianca coincide con l’emersione, in America, della serialità televisiva quale forma d’arte. Un tempo semplice fonte di intrattenimento, il serial si è gradualmente trasformato in un medium nuovo e molto dinamico. Serie come True Detective, Breaking Bad e I Sopranos si sono spinte ad affrontare temi che erano, fino a ieri, prerogativa della letteratura. Appare più che naturale, dunque, applicare le tecniche innovative introdotte dalle serie di nuova generazione al palcoscenico.

Un thriller psicologico e, soprattutto, un cantiere aperto – dal momento che ancora vige un mistero sull’effettiva finitura del copione. Assistita nella regia dai giovani Omar Nedjari e Leonardi Lidi, la sfida di Sinigaglia sarà quella di riuscire a coordinare un progetto tanto eterogeneo nelle sue parti – nonché temporalmente impegnativo – con un cast trasversale tanto nelle generazioni quanto nelle esperienze: saranno in scena Carolina Cametti, Pierluigi Corallo, Mariangela Granelli, Alessandro Marini, Daniele Marmi, Francesco Migliaccio, Ariella Reggio e Camilla Semino Favro.

Le scene iperrealiste nascono dalla visione di Maria Spazzi, mentre i costumi dalla fantasia di Erika Carretta. Un’ultima menzione va inoltre al duo The Sweet Life Society, due giovani musicisti dalle contaminazioni Swing/Hip Hop/Electronica che hanno saputo affermarsi con la loro musica nel piemontese – e non solo: la tournée li ha fatti approdare in lidi lontani come il Festival di Glastonbury, fino agli Stati Uniti -. Reduci dalla pubblicazione del loro primo album, i ragazzi sono stati incentivati e voluti per firmare la colonna sonora di questo spettacolo originale, così come l’arpista e cantante torinese Cecilia, che ha composto e interpretato il tema musicale di Bianca.

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Una foto delle prove. (fonte: Facebook/Teatro Stabile)

“Un’operazione che ‘svecchia’ il teatro, lo alleggerisce e rinnova”, così la ha definita Alessandro Baricco. Grazie inoltre a contenuti crossmediali disponibili nel sito www.6bianca.it (incluso un attivissimo social game attraverso le pagine Facebook e Twitter), quello proposto si preannuncia addirittura un modo nuovo di vivere l’esperienza teatrale, “accompagnando i suoi spettatori […] verso un nuovo livello di conoscenza dei personaggi e delle loro storie”. Per chi si perdesse qualche episodio, all’inizio di ogni spettacolo sarà previsto un tradizionale “Nelle puntate precedenti”, che rinfrescherà quanto successo fino a quel momento. Sul sito Milton Class saranno inoltre disponibili tutte le puntate della serie, gratuite inserendo nell’apposito campo il codice consegnato in biglietteria. Ad ogni modo, il sito mette a disposizione un recapito per segnalare qualunque inceppo nella procedura: miltonclass@scuolaholden.it. Sempre attraverso il web, in aggiunta, è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli in versione scontata, usufruendo tanto dei pacchetti studiati per più rappresentazioni, quanto di un ulteriore significativo sconto: acquistando la formula da sei puntate online, il prezzo sarà infatti pari a 42 euro invece di 50. Il singolo biglietto viene invece 15 euro.

E dunque, come accade con i migliori serial del piccolo schermo, attendiamo con trepidazione quando anche 6Bianca abbia il suo sospirato pilot, che debutterà al Gobetti dal 12 al 15 febbraio 2015. Tre giorni dopo l’ultima rappresentazione in teatro (quindi a partire dal 17 febbraio), la puntata sarà disponibile attraverso lo streaming sul web; sistema che sarà valido anche per tutti gli altri episodi, portati in scena dal giovedì alla domenica con la cadenza di uno ogni due settimane. E, se l’accattivante stratagemma della formula serial funziona, si spera che anche gli effetti siano analoghi a quelli del piccolo schermo, trascinando in teatro un numero sempre crescente di pubblico grazie a quella seduttiva assuefazione provocata dallo spasmodico bisogno di storie di cui l’uomo è affetto.

Di seguito, il calendario completo degli episodi:

I PUNTATA: 12 – 15 febbraio

12 febbraio – ore 19.30 / 13 febbraio – ore 20.45 / 14 febbraio – ore 20.45 / 15 febbraio – ore 15.30

II PUNTATA: 26 febbraio – 1 marzo

26 febbraio – ore 19.30 / 27 febbraio – ore 20.45 / 28 febbraio – ore 20.45 / 1 marzo – ore 15.30

III PUNTATA: 12 – 15 marzo

12 marzo – ore 19.30 / 13 marzo – ore 20.45 / 14 marzo – ore 20.45 / 15 marzo – ore 15.30

IV PUNTATA: 9 – 12 aprile

9 aprile – ore 19.30 / 10 aprile – ore 20.45 / 11 aprile – ore 20.45 / 12 aprile – ore 15.30

V PUNTATA: 23 – 26 aprile

23 aprile – ore 19.30 / 24 aprile – ore 20.45 / 25 aprile – ore 20.45 / 26 aprile – ore 15.30

VI PUNTATA: 7 – 10 maggio

7 maggio – ore 19.30 / 8 maggio – ore 20.45 / 9 maggio – ore 20.45 / 10 maggio – ore 15.30

 

Una storia ideata da Stephen Amidon / scritta da Stephen Amidon, Riccardo Angelini, Sara Benedetti, Filippo Losito e Francesca Manfredi / regia Serena Sinigaglia / con Carolina Cametti, Pierluigi Corallo, Mariangela Granelli, Alessandro Marini, Daniele Marmi, Francesco Migliaccio, Camilla Semino Favro / e con Ariella Reggio / consulenza drammaturgica Marco Ponti / scene Maria Spazzi / luci Roberta Faiolo / costumi Erika Carretta / musiche The Sweet Life Society / il tema musicale di Bianca è scritto ed interpretato da Cecilia / registi assistenti Leonardo Lidi e Omar Nedjari
Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Scuola Holden  – prima assoluta

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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