di Elena Sparacino

Oggi è una di quelle giornate che aspetto ogni anno con impazienza; l’annuncio ufficiale delle nomination per gli 87esimi Academy Awards sancisce infatti ufficialmente l’inizio di quella che io chiamo la breve “stagione di recupero”: dei film usciti durante l’anno ma che ancora non ho visto, tra quelli che si potrebbero aggiudicare l’ambita statuetta. L’intensa sessione cinematografica accompagna un climax indissolubile fino alla notte che, il 22 febbraio, sancirà la celebrazione ufficiale dell’assegnazione degli Oscar.

Titoli accreditatissimi Grand Budapest Hotel di Wes Anderson e Birdman di Alejandro González Iñárritu, accolti con entusiasmo rispettivamente al 64° Festival di Berlino e all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, entrambi in corsa per 9 statuette. Il primo si fregia di un sapiente intreccio di godibili riferimenti letterari e cinematografici, che impreziosiscono il racconto della storia di Monsieur Gusatve (Ralph Fiennes), scaltro concierge di uno spettrale hotel di lusso, incastonato tra le montagne dell’immaginaria Repubblica di Zubrowka, a cavallo tra le due guerre; il secondo affronta una satira graffiante delle manie proprio delle star hollywoodiane, affrontando con piglio grottesco le manie di un attore in declino alla ricerca di una tardiva consacrazione attraverso la messa in scena uno spettacolo teatrale.

Si difende bene anche The Imitation Game, a quota 8 nomination: nelle sale italiane da capodanno, tratta l’avvincente e controversa storia di Alan Turing, il genio matematico britannico che riuscì a decodificare il tanto determinante quanto inviolabile “codice Enigma” usato dalle forze armate tedesche nella Seconda Guerra Mondiale. Interpretato da Benedict Cumberbatch, (popolare “Sherlock” televisivo), la pellicola si avvale di una solida trama e di una qualità recitativa notevoli (ad affiancare Cumberbatch c’è Keira Knightley), che varranno a prescindere il riconoscimento di una pellicola altamente gradevole e commovente. Seguono Boyhood – il film girato da Richard Linklater nell’arco di 12 anni – in lizza per 7, l’American Sniper di Clint Eastwood, e le 5 di Interstellar, Foxcatcher, Whiplash e La teoria del tutto, adattamento sulla vita di Stephen Hawking uscito oggi in Italia.

Into the Woods e Unbroken si fermano a quota 3, anche se con la sua ennesima camaleontica performance Meryl Streep raggiunge il numero record di 19 nomination ricevute. Se poi, come spesso accade, i recenti risultati dei Globes si confermeranno una predizione abbastanza azzeccata delle assegnazioni, Gran Budapest Hotel sembrerebbe potersi auspicare buone probabilità di vittoria, così come Boyhood, per il quale Linklater si è aggiudicato anche il Golden Globe alla regia. Varrà la stessa sorte per il già semi-incoronato Michael Keaton e il suo personaggio decaduto? Di sicuro se lo augura Rosamund Pilke, con il bis del premio come Miglior Attrice Protagonista per le vesti di dark lady ne L’amore bugiardo di David Fincher, che contrariamente alle aspettative ha ottenuto solo quest’unica nomination. In questa categoria la competizione sarà con Marion Cotillard per Due giorni, una notte, Reese Witherspoon per Wild, ma soprattutto la più quotata per un agguerrito testa a testa: Julianne Moore, favoritissima per la sua rappresentazione dell’Alzheimer in Still Alice. Grande esclusa dalla corsa Amy Adams, passata dalla recente statuetta come Miglior Attrice in una Commedia a non ottenere nemmeno la menzione per gli Oscar.

(segue dopo l’elenco)

 

Miglior film:
 American Sniper,Birdman,
 Boyhood,
 Grand Budapest Hotel,
 The Imitation Game, Selma,
 La teoria del tutto,Whiplash

Miglior regia:
 Alejandro G. Iñárritu per Birdman,
Richard Linklater per Boyhood,
Bennett Miller per Foxcatcher,
Wes Anderson per Grand Budapest Hotel,
Morten Tydlum per The Imitation Game

Miglior attore protagonista: 
Steve Carell per Foxcatcher,
Bradley Cooper per American Sniper,
Benedict Cumberbatch per The Imitation Game,
Michael Keaton per Birdman,
Eddie Redmayne per La teoria del tutto 

Miglior attrice protagonista:
 Marion Cotillard per Due giorni, una notte,
 Felicity Jones per La teoria del tutto,
 Julianne Moore per Still Alice,
 Rosamund Pike per L’amore bugiardo,
 Reese Witherspoon per Wild

Miglior attore non protagonista:
 Robert Duvall per The Judge,
 Ethan Hawke per Boyhood,
 Edward Norton per Birdman,
 Mark Ruffalo per Foxcatcher,
 J.K Simmons per Whiplash 

Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per Boyhood,
 Laura Dern per Wild ,
Keira Knightley per The Imitation Game, 
Emma Stone per Birdman, Meryl Streep per Into the Woods

Miglior film straniero:
 Ida (Polonia) 
Leviathan (Russia) 
Tangerines (Estonia) 
Timbuktu (Mauritania) 
Storie Pazzesche (Argentina)

Miglior film d’animazione:
 Big Hero 6,
 The Boxtrolls,
 Dragon Trainer 2,
 Song of the Sea,
The Tale of the Princess Kaguya

 

Se la rapida uscita di scena de Il Capitale Umano dal range di possibili candidati era già stata accolta con mite e serena accondiscendenza dal suo regista Paolo Virzì (in passato già segnalato alla commissione per La prima cosa bella), a un anno di distanza dall’Oscar a La grande bellezza come miglior film straniero, quest’anno a rappresentare l’Italia vi è in lizza il talento di Milena Canonero, candidata per i costumi di Grand Budapest Hotel.

Per la prima volta nella storia degli Academies, le candidature sono state annunciate tutte in conferenza stampa dal Samuel Goldwyn Theatre di Beverly Hills, mentre nelle passate edizioni solo le dieci categorie più importanti venivano comunicate in diretta tv – mentre le restanti tredici erano diffuse con un comunicato cartaceo dall’Academy. Divisi in due turni, i due registi Cuarón e Abrams hanno dapprima presentato le prime 10 categorie (Miglior Film D’animazione, Miglior Documentario, Miglior Corto Documentario, Miglior Montaggio, Miglior Canzone Originale, Miglior Scenografia, Miglior Corto Animato, Miglior Cortometraggio, Miglior Montaggio Sonoro, Migliori Effetti Sonori e Migliori Effetti Speciali) mentre è in un secondo tempo che Chris Pine e il presidente dell’Academy Cheryl Boone Isaacs hanno svelato le 13 categorie più attese e rilevanti: Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Attrice non Protagonista, Miglior Fotografia, Migliori Costumi, Miglior Regia, Miglior Film Straniero, Miglior Makeup, Miglior Colonna Sonora, Miglior Sceneggiatura non Originale, Miglior Sceneggiatura e – non da ultimo – Miglior Film.

Di seguito, la lista dei candidati per tutte le ulteriori categorie dettate dall’Academy:

 

Miglior sceneggiatura originale:
 Birdman,
 Boyhood,
 Foxcatcher,
 Grand Budapest Hotel,Lo sciacallo – Nightcrawler

Miglior sceneggiatura non originale:
 American Sniper,
The Imitation Game, Vizio di Forma,
La teoria del tutto,
Whiplash

Miglior fotografia:
 Birdman,Grand Budapest Hotel,Ida,Mr. Turner,Unbroken

Miglior montaggio:
 American Sniper,
 Boyhood,
 Grand Budapest Hotel,
 The Imitation Game, Whiplash

Miglior scenografia:
 Grand Budapest Hotel,
 The Imitation Game,
 Into the Woods,
 Mr. Turner

Migliori costumi:
 Grand Budapest Hotel,Vizio di forma, Into the Woods,
 Maleficent, 
Mr. Turner

Miglior trucco e acconciature:
 Foxcatcher,
 Grand Budapest Hotel,
 Guardiani della Galassia

Migliori effetti speciali:
 Captain America: The Winter Soldier,
 Apes Revolution,
 Guardians of the Galaxy,
 Interstellar, 
X-Men: Days of Future Past

Miglior sonoro:
 American Sniper,
 Birdman,
 Interstellar,
 Unbroken,
Whiplash

Miglior montaggio sonoro:
 American Sniper,
 Birdman,
 Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate,
 Interstellar,
 Unbroken

Miglior colonna sonora originale:
 Hans Zimmer – Interstellar, Alexandre Desplat – The Imitation Game, Johann Johannsson – La teoria del tutto, Alexandre Desplat – Grand Budapest Hotel, Gary Yershon – Mr Turner

Miglior canzone:
 The Lego Movie,
 Selma,
 Beyond the Lights,
 Begin Again, 
Glen Campbell… I’ll be me

Miglior documentario:
 Citizenfour,
 Finding Vivian Maier,
 Last Days in Vietnam,
 The Salt of the Earth,
Veering

Miglior corto documentario:
 Crisis hotline: Veterans press 1,
 Joanna,
 Out Curse, 
The Reaper,
White Earth

Miglior cortometraggio:
 Aya, 
Boogaloo and Graham,
 Butter Lamp,
 Parvaneh,
 The Phone Call

Miglior cortometraggio d’animazione:
 The Bigger Picture,
 The Dam Keeper, 
Feast, Me and My Moulton, 
A Single Life

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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