Domani e dopodomani Paolo Rossi sarà a Pescara al Circus per il suo “Arlecchino“.
Lo spettacolo è liberamente ispirato ad «Arlecchino servitore di due padroni» che venne allestito nel 1947 da Giorgio Strehler al Piccolo di Milano divenendo l’icona del teatro italiano nel mondo ma il titolo potrebbe anche essere “Opinioni di un Arlecchino”, sicuramente influenzato dal romanzo di Heinrich Böll.
Il mio Arlecchino, anche se suggestionato da un racconto, è una questione molto personale. Anni fa Giorgio Strehler, con cui ebbi l’onore di collaborare nei suoi ultimi anni di vita, mi spinse a confrontarmi con questa maschera. Mi diede alcuni consigli illuminanti: “cerca di adattare al saltimbanco i tuoi monologhi da stand-up. Che cosa resterà? Da lì improvvisa e assembla… non essere filologico, fallo tuo, se proprio vuoi pensa al primo Arlecchino, quello che andava e veniva dall’aldilà all’aldiquà, più infernale e sulfureo”.
Il destino non volle che si portasse a compimento questa impresa, ma ora si ripresenta l’occasione e chiaramente tengo a mente quei consigli lontani.
Non solo.
Voglio approfondire un mio modo di vedere e far conoscere il teatro popolare… Così come ho fatto nei miei ultimi lavori, come ho descritto nel mio libro “La commedia è finita”.
Per questo nel mio Arlecchino saranno presenti l’attore, il personaggio – o se volete la maschera, anche senza maschera – e la persona che lo interpreta.
Sarà uno spettacolo del tipo in prova. Assieme ad un paio di compagni d’avventura, saltimbanchi musicanti, cercheremo di immaginare insieme al pubblico come adattare a commedia dell’arte il nostro mestiere e anche parte del nostro repertorio; come possiamo trovare nuove strade, dati i tempi in cui vivono i nostri teatri.
Come capitò a molte compagnie nei tempi d’oro della commedia dell’arte, queste strade potrebbero portare anche all’estero, oppure per strada, punto e basta.
Il canovaccio avrà un tormentone: ma se andassimo in una birreria di Amburgo, come potremmo adeguare Arlecchino a quel luogo per sbarcare il lunario?
E se andassimo a Las Vegas? O a Khartoum? E così via… Alla fine sarà il pubblico che deciderà se dobbiamo rimanere o è meglio andare chissà dove.
Lo spettacolo sarà un assemblaggio di monologhi, canzoni in divenire, fatti personali, ricordi, sogni, storiellette e riflessioni sia sulla professione del comico oggi sia su quel che accade nel nostro Paese.
Quindi molta improvvisazione, interazione con il pubblico, per cui come sempre sarà uno spettacolo ogni sera sempre differente. Parental Advisory – Explicit Lyrics”.
Paolo Rossi è in scena con Emanuele Dell’Aquila alla chitarra e Alex Orciari al contrabbasso, e come suo stile, dialoga con il pubblico per trovare la strada migliore per adattare alla commedia dell’arte il mestiere dell’attore di oggi e il suo repertorio.
Un mestiere il suo che esercita da oltre trent’anni ai massimi livelli, alternando i club ai grandi palcoscenici, il teatro tradizionale al cabaret, la televisione al tendone da circo.
Lo spettacolo è stato scritto insieme a Riccardo Piferi e prodotto dal CRT di Milano e andrà in scena domani alle ore 21 e mercoledì 17 dicembre alle ore 17 e alle ore 21.
Aspettando già il prossimo appuntamento con la Società del Teatro e della Musica il 13 gennaio alle 21 e il 14 gennaio alle 17 e alle 21 “Una Pura Formalità” con Glauco Mauri e Roberto Sturno
Per eventuali informazioni chiamate il 085 4221463.

 

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.