di Fabio Camillacci
Il “Monday Night” della 13° giornata di campionato ha dimostrato che una squadra come la Sampdoria con 6 italiani su 11 titolari, gioca meglio di un team come il Napoli formato praticamente solo da calciatori stranieri: al Ferraris tra i partenopei l’unico italiano in campo era Christian Maggio. Ennesima conferma che è giunto il momento di dare più spazio ai calciatori d’Italia. Basta con la “legione straniera” del calcio.
E adesso in classifica: Genoa e Napoli 23 punti, Sampdoria 22. Insomma, la “Lanterna” e il “Vesuvio” in lotta per il terzo posto che vale i preliminari di Champions League. Splendida doppia realtà quella che riguarda il campionato delle due squadre genovesi. Samp-Napoli, regala emozioni dal primo all’ultimo minuto di gioco. In tribuna il pittoresco presidente blucerchiato Ferrero soffre e fa il suo consueto show. Doriani in vantaggio con Eder e raggiunti al 92′ dal bomber di scorta di Rafa Benitez, il colombiano Zapata. Il Napoli di sempre: spumeggiante in attacco, imbarazzante in difesa. E’ proprio il caso di dire che la sfida tra i club di Ferrero e De Laurentiis (entrambi produttori cinematografici) è finita con un “Cinepareggione”. Peraltro, siamo vicini al Natale.
Mediocrità senza Juve e Roma. La mediocrità del massimo campionato di calcio rimane comunque evidente quando il turno “spezzatino” relega le partite delle prime due della classe al tardo pomeriggio e alla serata della domenica. E’ noia totale quando non giocano Roma e Juventus. Gli anticipi del sabato scorrono via quasi nell’anonimato generale: certo non è facile entusiasmarsi per Sassuolo-Verona 2-1 e Chievo-Lazio 0-0. Complimenti però al Sassuolo di Eusebio Di Francesco che allunga la striscia positiva di risultati. Prosegue invece l’involuzione della Lazio di Pioli.
Non emoziona più di tanto nemmeno il pomeriggio della domenica. Nonostante il secco poker con cui la Fiorentina strapazza il Cagliari in terra sarda. Doppietta di Mati Fernandez e ritorno al gol di Mario Gomez. Tris del Genoa a Cesena che, come detto, consente ai grifoni rossoblu di piazzarsi al terzo posto col Napoli. Non emoziona, per come matura, la vittoria del Milan contro l’Udinese al Meazza; i rossoneri riassaporano la gioia del successo dopo oltre un mese. Decidono: una doppietta del solito Mexes e la scarsa vena dell’arbitro Valeri. Sempre più ultimo il Parma sconfitto a Palermo. Reti bianche al Castellani tra l’organizzato Empoli di mister Sarri e l’Atalanta.
Insomma, le emozioni arrivano solo quando scendono in campo Roma e Juventus. Apre le danze la Vecchia Signora che si aggiudica il derby col Torino all’ultimo respiro. Uno straordinario assolo del brasiliano di fascia Bruno Peres pareggia il rigore trasformato da Vidal. A due secondi dal termine del recupero, una rasoiata di Pirlo regala tre punti pesanti ad una Juventus ridotta in 10 uomini dal 78’ per l’espulsione di Lichtsteiner (doppia ammonizione). In precedenza l’ex Quagliarella, imbeccato dall’altro ex Amauri aveva gettato alle ortiche il possibile 1-2.
In serata la risposta della Roma. I giallorossi calano il poker contro l’Inter di Roberto Mancini (espulso) e restano a -3 dalla Juve capolista: 4-2 per Totti e compagni. Dunque, per la prima volta nella Serie A 2014-2015 la Roma incassa gol all’Olimpico. In fase difensiva quest’anno la squadra di Rudi Garcia subisce di più rispetto alla stagione scorsa. Bravo De Sanctis in più occasioni. Prova di forza e di bel gioco quella romanista. Spiccano i singoli: Gervinho, scatenato e autore del primo gol, Pjanic autore di una doppietta, Nainggolan mai domo nel pressing, Totti, sempre illuminante. E ancora: prepotente e spettacolare il momentaneo 2-1 di Holebas. E già, il campionato diventa interessante solo quando entrano in scena Roma e Juventus. Il resto? Non incanta.