Quanto è importante la figura del ricercatore? E soprattutto, quanto è valorizzata?

#Finoaquando: è questo l’hashtag mutuato dalla Rete di conoscenza, da parte dell’Adi, l’associazione dei dottorandi e dei dottori di ricerca italiani, che su Twitter protestano contro la legge di stabilità. Il segretario nazionale dell’Adi, Antonio Bonatesta, ha dichiarato. “Si tratta di una mano di vernice su un sistema ormai arrugginito. Ci troviamo dinanzi a interventi di maquillage che non si pongono in modo serio e credibile l’ obiettivo di risolvere strutturalmente la drammatica situazione dei giovani ricercatori in Italia”. I ricercatori, dunque, si chiedono Fino a quando ci saranno questi tagli agli atenei e alla ricerca, e soprattutto, fino a quando i ricercatori saranno considerati lavoratori non alla stregua degli  altri. Si parla quindi di precariato dei ricercatori, rafforzato particolarmente da questa nuova legge di stabilità. Essa, infatti, non prevede più che il reclutamento di un certo tipo di ricercatori a tempo determinato, sia vincolato all’assunzione di docenti ordinari. Oggi, infatti, vista la difficoltà economica del Paese, gli atenei sono più orientati verso l’assunzione di ricercatori più precari.

La legge di stabilità prevede un taglio di 34 milioni di euro per il 2015 e di 32 milioni di euro all’anno a partire dal 2016 per il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle università. I ricercatori stanno protestando anche contro l’aumento delle disparità tra le regioni. Ci sono atenei, infatti, in alcune regioni, che non sono ricorsi a ricercatori o comunque, pochissimi. Dal Pd fanno notare come il numero dei ricercatori è diminuito abbondantemente, passando dai 60 mila del 2008 ai 49 mila di ora. Sono i tagli i responsabili principali di queste perdite e se si continua così, la cosa peggiorerà.

Stefano Paleari, presidente della conferenza dei rettori, ha fatto una proposta che può sembrare abbastanza azzardata e provocatoria.Egli ha dichiarato: “L’emorragia di talenti è destinata ad aumentare. Il governo ha inserito nella finanziaria per il 2015 150 milioni di euro per arrestare (parzialmente) gli ulteriori tagli previsti e pagare gli stipendi dei docenti e dei ricercatori in servizio. Tuttavia, il turnover anche per l’anno prossimo è fermo al 50% e il punto di minimo deve ancora arrivare. Non aspettiamo i prossimi dati – propone – serve un piano giovani ricercatori”. E quindi propone: “Lo si finanzi con le accise del gioco di azzardo visto che nel nostro Paese si spendono per lotteria e giochi il triplo dei fondi investiti per l’Università e lo Stato beneficia assai del montepremi delle giocate”.

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Di Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile