Nella giornata internazionale del diritto al studio si parla di tasse, tasto dolente per gli studenti.Ormai si sa che l’Italia è divisa in due, un divario, quello tra Nord e Sud che si trascina da secoli. Non è esente il settore scuola e, nello specifico, quello delle tasse: argomento per il quale gli studenti si battono e inizieranno ad occupare gli edifici scolastici. Il divario di cui parliamo vede un Nord dove le tasse costano di più rispetto al Sud. Il Centro, per antonomasia, resta equilibrato. Le tasse scolastiche sono in netto aumento e secondo i dati, gli studenti pagheranno l’1,2% in più rispetto allo scorso anno 2013/2014. Si parte da una base di 299 euro per arrivare ad un massimo di 3.835 euro, ovvero la quinta fascia.

La differenza tra Nord e Sud è rappresentata dal 12,89%, mentre nel Centro si paga in media il 23,81% in meno rispetto al Nord e il 12,53% in meno rispetto al Sud. E’ il Veneto la regione che conta le tasse di partenza più alte: qui si parte da 701,4 euro; mentre è in Lombardia che si arriva a pagare la cifra più alta, con  3.511,70 euro. Chiaramente, lo studio riportato, non riguarda tutti gli Atenei italiani, ma sono state prese in considerazione le regioni che contano il maggior numero di studenti, dopo aver diviso l’Italia in tre parti. Le regioni considerate sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia. In ogni regione sono stai poi presi in esame due atenei, sempre in base al numero degli  studenti iscritti. Ciò che è risultato è che l’ateneo di Parma, per ciò che riguarda la fascia più bassa, prevede tasse per 739,68 euro per ciò che concerne le facoltà umanistiche, 855,50 euro per quelle scientifiche.

Differenze si contano anche all’interno delle Regioni: ad esempio in Lombardia, per la prima fascia  si va dai 498,90 euro dell’Università di Pavia ai 751,50 euro della Statale di Milano. Nella nostra Puglia, si ha una base di 299,04 euro dell’ateneo di Bari ai 702,91 euro dell’Università del Salento, che prevede il pagamento delle tasse in base al reddito e alla media dei voti degli esami.  La differenza di importi riguarda anche gli indirizzi scelti: se quello umanistico o scientifico. Ad esempio, gli studenti di matematica pagano in media  e tra il 5,24% e il 6,75% in più rispetto agli studenti di Lettere e filosofia.

Ad ogni modo, diventa sempre più difficile riuscire a sostenersi all’Università, tra tasse e rincari. C’è da dire, inoltre, che non sempre alte tasse corrispondono ad ottimi servizi. In molti atenei, gli studenti lamentano la mancanza di funzionalità e vorrebbero un servizio migliore.

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile