Dalla pubblicazione dell’ultimo pezzo, settimana scorsa, sembra passata un’eternità, e sono arrivati traguardi non indifferenti. L’umanità -non solo l’ESA, ma tutta la gente (e gentaglia) che popola questo pianeta- ha poggiato i propri piedi sulla superficie di una cometa, oggetto celeste che, peccando d’ignoranza in materia, descrivo con le parole di Wired “grande poche decine di chilometri, che viaggia a molti chilometri al secondo a mezzo miliardo di chilometri da qui“. Insomma, abbiamo compiuto un’impresa come genere umano, toccando un corpo celeste difficile da raggiungere e vecchio di quasi 5 miliardi di anni, dal quale potremmo ricavare informazioni essenziali riguardo il sistema solare.
L’operazione è stata denominata Rosetta ed è stata concepita nel 2004 dall’Agenzia Spaziale Europea (ai più conosciuta con la sigla ESA) che precedentemente aveva già spedito in orbita un’eccellenza tutta italiana, pur se formatasi all’estero, come Luca Parmitano -un siciliano nello spazio, a volerla dire tutta!; a questo punto, avendo parlato di Europa, di eccellenze italiane e di missioni di elevata importanza, scientifica e non, penserete che i giornali ed i telegiornali italiani abbiano dedicato ampio spazio alla notizia.
E pensate bene… ma non come saremmo portati ad immaginare! Si sa, noi siamo un popolo dedito al gossip più feroce, assetati di foto, estimatori provetti di paparazzi e di seni al vento, ci indignamo per la foto di un bimbo che muore di fame con la convinzione che un link copincollato sul web possa risolvere la fame nel mondo, quando basterebbe solo un po’ di senso critico, nel frattempo rimaniamo allibiti dinanzi allo yacht più grande che la nuova star dello spettacolo può sfoggiare in Costa Azzurra. Così, senza un perché, i TG nazionali mandano in onda i servizi più disparati e una delle missioni aerospaziali più importanti degli ultimi anni diviene una goliardata di pessimo gusto tra bambini delle elementari: si ironizza sul nome della cometa in oggetto, si buttano sul piatto cifre errate che sostengono uno sperpero di denaro pubblico senza senso, poiché la scoperta “ha eccitato solo gli scienziati”… e infine, la lacrimuccia targata ‘autocommiserazione’ poiché “solo il trapano che ha bucato quel sasso polveroso” è italiano, null’altro di quel progetto inutile. Esattamente come quando, da piccoli, i secchioni venivano presi in giro dai cretini con battute aventi il quoziente umoristico di un comodino in mogano. NULLO!
Questi scienziati, accusati di “aver rovinato a tutti la magia delle comete, inviando solo delle immagini di un sasso polveroso su cui è sceso un robot per fare un buco” -cito testualmente il TG4- hanno forse dedicato anni della propria vita per dare perle ai porci? È possibile che non ci sia nessuno capace di apprezzare tale scoperta?
La tragica risposta è un ‘sì’ sofferto, da parte di qualcuno come me, che di scienza comprende poco ma che ha il buongusto di mostrare un reverenziale rispetto verso tutto ciò che è ricerca, coraggio, volontà e tenacia nello scoprire cose nuove, esplorare mondi sconosciuti ed aprire frontiere che fino a qualche anno fa sembravano fantascientifiche.
Speriamo che si possa, un domani, avere qualche giornalista degno di questo nome che possa parlare con cognizione di causa di imprese come questa.
Nel frattempo, le migliori congratulazioni a tutti gli scienziati e agli studenti che amano ciò che fanno e che nonostante ciò sono costretti continuamente a sentire, leggere e vedere certe idiozie, condite di ignoranza e di battute di terz’ordine da parte di gente che forse, in vita sua, un vero traguardo non l’ha raggiunto mai.
Usciremo ancora a riveder le stelle!

