Notizie non proprio incoraggianti quelle che giungono da Milano. Il tema che affrontiamo è quello delle famigerate slot machine.Il sindaco Pisapia aveva posto dei limiti per l’uso delle slot, tuttavia tali limiti sono stati bocciati. E’ stato, infatti, accolto il ricorso presentato dalla Azzurro Gaming contro l’ordinanza del Comune. Tale ordinanza, emanata il 15 ottobre scorso, prevedeva la restrizione dell’apertura delle sale scommesse ed inoltre che le macchinette poste nei bar funzionassero per due sole fasce orarie: dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Il giudice della prima sezione del Tar lombardo ha ritenuto che una tale decisione avrebbe sicuramente leso economicamente le imprese. Dunque, si ritorna come prima: senza alcuna limitazione nè orario. Tutti saranno liberi di giocare d’azzardo quando e come vogliono, e soprattutto, senza correre il rischio di ricevere una sanzione. Con un possibile danno alle imprese, ammonisce il giudice. Liberi tutti, dunque: le agenzie possono aprire e chiudere quando desiderano e il gioco d’azzardo può essere praticato senza limiti. E senza il rischio di incappare in 450 euro di sanzione.
Pisapia, però, non molla e ha già annunciato un ricorso al Consiglio di Stato, quindi una battaglia con le sale giochi che non accennano a darsi una regolata. Ora la Camera di consiglio è stata fissata il 19 novembre. Ma perchè Pisapia aveva preso questa decisione? Innanzitutto per tutelare in particolar modo come anziani e giovani. L’altro motivo è quello di garantire “quiete pubblica, dignità umana e salute“. In questo modo, però, hanno provocato la ‘rivolta’ della Federazione gioco Italia di Confindustria aveva definito l’ordinanza “illegittima”. Il presidente della prima sezione, Francesco Mariuzzo, ha dichiarato: “Il ricorso pare allo stato fondato, non essendo gli interessi pubblici indicati nella motivazione dell’impugnata ordinanza riconducibili a quelli di sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale e salute”. E ancora: “si configurano gli estremi del grave pregiudizio indotto dalla disattivazione degli apparecchi d’intrattenimento in funzione nell’agenzia di scommesse”.
Diciamo che per ora il primo round è vinto dalle aziende delle slot, ma vedremo come finirà questa lunga battaglia.