Continuano le polemiche dopo l’alluvione che ha messo in ginocchio la città di Parma

La città ha subìto danni da cento milioni euro circa ed è sommersa dal fango. In questi casi una e soprattutto una è la domanda che ci si pone: si poteva evitare questa catastrofe? A quanto pare stavolta sì. A due settimane dall’alluvione, si iniziano a scoprire delle verità, dopo che la Procura ha avviato un’indagine per disastro colposo. Ora ci si scaglia contro il sindaco e Nicola Dall’Olio, consigliere del Pd, ha dichiarato che il sindaco Pizzarotti aveva ricevuto un’allerta ben due giorni prima, ma non ha mosso un dito.

Il sindaco tuttavia si è difeso: “Il documento parlava di fase di preallarme e non prevedeva un’allerta generale alla popolazione. L’allerta vera e propria è arrivata solo alle 16.59 quando le acque del Baganza avevano già invaso la città. Queste sono solo chiacchiere da bar”- ha dichiarato Pizzarotti. In  realtà, non si tratta solo di parole: esiste un fax che giunge al Comune nel giorno di sabato, 11. Il documento contiene un’allerta per condizioni meteorologiche avverse a partire da domenica 12 fino a martedì. Ci si aspettava , dunque, che si venissero posti rapidamente degli innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua minori con limitati fenomeni di inondazione. Si tratta di un’allerta di  tipo 1: essa prevede la possibilità di pericoli per la popolazione civile e danni alle abitazioni e che impone al sindaco di informare i cittadini.

La cosa grave è che al momento dell’arrivo del fax, il sindaco non c’è. L’intestazione del documento non lascia scampo: trasmesso sabato 11 ottobre alle ore 13:49. Quando arriva il fax, però, Pizzarotti a Parma non c’è e nessuno si accorge dell’arrivo di questo importante documento. Nulla si muove, fino a lunedì quando Pizzarotti twitta: “#Parma#alluvione. Non andate in via po e via baganza, il fiume ha straripato“.

Purtroppo ormai è tardi e il fango era già dilagato. Il sindaco, dal suo canto, si difende ancora, dicendo che arrivano continuamente fax di quel tipo al Comune, per cui non si può evacuare ogni volta la città. Egli, inoltre, invoca la presenza piuttosto di mezzi di controllo come telecamere e sensori basati su dati e rilevazioni reali e non sulle previsioni meteo. Una cosa molto grave, con cui bisognerà fare i conti ed accertare le responsabilità di una catastrofe, a quanto pare, annunciata, che si sarebbe potuta evitare.

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile