di Simone Dei Pieri

Adesso basta, dico davvero. C’è una linea di sopportazione che separa la politica da ciò di cui discutiamo quotidianamente, vuoto pneumatico che nulla di nuovo aggiunge a ciò che sappiamo già. Rendiamoci conto che questa linea nauseante è stata superata da tempo e per risolvere il tutto non basterà neanche la rabbia e le urla di Peter Finch in un ‘Quinto Potere‘ all’italiana.

Serve altro!

Mi sono costretto a seguire durante quest’ultima settimana la quaestio (pur usando un termine improprio, che gli avi me la mandino buona!) tra Federico Leonardo Lucia e Maurizio Gasparri, rispettivamente rapper sotto il nome di Fedez e Vicepresidente del Senato sotto il simbolo del Popolo delle Libertà/FI.

A colpirmi tuttavia, non sono stati gli insulti e le battute inviate da parte a parte, da uomo a uomo (?), da politico a cittadino e viceversa… no, a colpirmi è stata Maria Pia, la ragazza che è intervenuta sui social destando l’opinione pubblica che si è riversata sul telecomando e sui giornali per discutere l’accaduto. È intervenuta difendendo il suo idolo, il suo cantante preferito, come un bambino difenderebbe il padre in difficoltà, con la semplicità di due parole spiazzanti e senza motivazione alcuna se non la volontà di intervenire. E al di là dei gusti musicali, deprecabili o meno che siano, ha fatto bene, l’avremmo fatto tutti. Forse.

O forse no. E non l’avremmo fatto perché nel migliore dei casi (si fa per dire!) non sarebbe arrivata risposta dal Gasparri di turno; tutto sarebbe caduto nell’oblio, il bimbo allontanato perché “devono parlare i grandi!”. Nel peggiore dei casi, ossia quello che mi cruccia ormai da qualche giorno, MariaPia le prende. Non fisicamente, questo no; i social network hanno almeno il pregio di difendere dalle ferite fisiche… ma peggio di queste ci sono quelle morali.

Gasparri, senatore (la ‘s’ minuscola non è casuale) dall’alto dei suoi 58 anni suonati risponde alla ragazzina meno che tredicenne di “drogarsi meno e mettersi a dieta”. Nel frattempo io, turpe e malcreato quale sono, ho buttato all’aria tavolini e sollevato insulti di vario ordine e grado, poi mi sono seduto e ho analizzato la situazione con quanta più calma mi era umanamente possibile: in fin dei conti è solo il classico bullo, con una quarantina d’anni d’esperienza politica sulle spalle e un fior di stipendio nelle tasche, la dimostrazione vivente che una bella giacca non copre le brutture di una persona del genere… ora basta. Mettiamo una nota e lasciamolo dietro la lavagna.

È evidente che siano personaggi inopportuni. Chiedetevi cosa fareste voi se vostro figlio venisse ferito o schernito da un adulto? E se questi fosse nientepocodimenoche il Vicepresidente del Senato? C’è qualcosa che non va.

Sono sempre più convinto che la politica non sia davvero questa: servono operatori di pace, gente che si spenda giorno per giorno, che ami ciò che fa e che lo faccia perché è giusto. L’ego smisurato ha imbottito per troppi anni le istituzioni, servono giovani capaci e grazie al cielo ce ne sono tanti.

USCITE IN BALCONE E URLATE! Forse ognuno di noi è un piccolo Peter Finch… chissà!
Abbiamo il disperato bisogno di qualcuno che urli. Abbiamo il disperato bisogno di qualcuno che chiuda fuori questi bulli dal Paese e che lasci lavorare gli altri, un po’ secchioni, ma con il cuore forte di chi vuol fare qualcosa di giusto.

**Esattamente due anni dopo l’incidente che l’ha spento, tengo particolarmente a dedicare questo mio pezzo ad Enzo, con cui si scendeva in piazza e si lottava per delle idee, ma soprattutto si urlava tanto, con il sole o la pioggia, per difendere quelle idee.

Amico mio, mi manchi tanto. Spero che un giorno, si possa urlare di nuovo insieme!

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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