di Francesca Dainese

“La vita, a voler che sia bella, a voler che sia gaia, a voler che sia vita, dev’essere un arcobaleno, – una tavolozza con tutti i colori, – un sabato dove ballano tutte le streghe. Il sollazzo e la noia, il pianto e il riso, la ragione e il delirio, tutti devono avere un biglietto per questo festino.”

(Carlo Bini, Manoscritto di un prigioniero, 1833)

Chiude con tutti gli onori l’ultima esposizione di Franco Fontana nella splendida location di Palazzo Franchetti a Venezia, sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti. 130 gli scatti di Franco Fontana  che riempiono di colore  e modernità le nobili pareti del lussuosa residenza signorile, piccolo gioiello in Campo Santo Stefano. La mostra, curata da Denis Curti e prodotta da Civita Tre Venezie in collaborazione con Venezia Iniziative Culturali ha avuto un successo tale da essere prolungata di alcuni giorni fino alla chiusura definitiva del 18 maggio 2014, ma il catalogo è tuttora disponibile presso l’Istituto e sarà ancora possibile incontrare personalmente  l’artista e alcuni dei suoi scatti più preziosi nell’ esposizione collettiva già inaugurata a Milano per il progetto N.I.P. New Deal Photography # 1, curato da Sabrina Raffaghello (www.sabrinaraffaghello.com ). Tra gli artisti della Galleria, oltre a Franco Fontana, saranno presenti anche Michel Kirch, PierPaolo Koss, PierPaolo Pitacco, Occhiomagico, Luciano Bobba e Bruno Cattani.

Il secondo appuntamento con Franco Fontana è invece sotto la cornice del Festival FOTOARTE 2014, dove il nostro sarà l’ospite d’onore della quattordicesima edizione. La manifestazione, organizzata a Taranto al MuDi – Museo Diocesano, (24 maggio- 8 giugno) dal circolo fotografico “Il Castello” si propone  l’ambizioso obiettivo di radunare “a Sud” fotografi professionisti e fotoamatori di tutta Italia. (HYPERLINK http://www.fotoartepuglia.it/, http://www.cfilcastello.it/).

Franco Fontana, da sempre molto attivo nella realtà circostante, esporrà qui insieme ai suoi allievi, dimostrandosi un  maestro generoso e votato alla causa. “Quelli di Franco Fontana” sono Marina Rossi, Alex Mezzenga, Francesco Buccanieri, Tea Giobbio, Franco Sortini, Michele Berti, Dario Apostoli, Roberto Salgo, Massimo De Gennaro, Alessio Necchi e Lisa Bernardini, direttore artistico del NettunoPhotoFestival e presentatrice della mostra. Come spiegare la scelta di chiamare un autore modenese ormai settantaquattrenne per lanciare un pionieristico Festival di Fotografia? Non basta dirci che Franco Fontana è famoso in tutto il mondo. La vera rivoluzione di Fontana, l’eccezionale carica energetica della sua opera è tutta nella gioia giovane del colore. Formatosi negli anni bolognesi di Franco Vaccari, Claudio Parmeggiani, Luigi Ghirri e Franco Guerzon, Fontana condivide con loro la messa in discussione riottosa dei moduli del Neorealismo, ma con una maggiore predisposizione alla visualità estetica. Il suo esordio è alla Biennale Internazionale di Vienna del 1963. E’ qui che l’artista imbocca definitivamente la strada del colore, roboante protagonista di ogni suo scatto, irreale, o iperreale, sfrontato rivale dello stesso  paesaggio che riveste. Gli umani non sono che una traccia diffusa di contaminazione rumorosa negli Scatti Statunitensi dove è il tessuto urbano a fare da padrone, la fotografia netta e tagliente, quasi urlata in certi scatti, in altri è un astratto di colori puri calibrati in equilibrio perfetto. Poi ci sono I Paesaggi Immaginari, recente raccolta di sfumati e ritratti agresti o marini, minimali e stilizzati, dove il colore, steso per campiture omogenee, gioca sugli opposti. Si punta a una resa emozionale, più che realistica. Sono atmosfere di sogno o interpretazioni di realtà :“La realtà”, dice Fontana, “ è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo”. Del 1984 è la celebre serie Piscine, in cui protagonisti sono corpi di donne, prevalentemente mostrati di schiena, provocatori e naturali insieme, sullo sfondo di piscine blu elettrico, spazi chiusi ed ambigui ma pacifici, di cui non si concepisce il confine.

L’artista, pluripremiato in Europa, con più di 400 mostre alle spalle e 40 libri pubblicati, può non piacere ai cultori dello scatto nudo e puro. Quelli del Bianco e nero, Quelli che il ritocco no, perché non è reale.

Non è di questo che stiamo parlando. Lasciate stare.

L’artista si spiega da sé:

Che cos’è la creatività?[…]“invenzione, emozione , fantasia, versatilità, agilità , un pensiero avventuroso che fa a pezzi le regole, aperto a nuove esperienze, che cerca sempre nuove risposte interpretando il mondo che ci circonda […]la fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare rendendo visibile l’invisibile. Non si può conoscere l’essenza delle cose se si crede solamente che un fiore sia solo un fiore, che una nuvola sia solo una nuvola,che il mare sia solo il mare, un albero solo un albero o un paesaggio solo un paesaggio[…]e’solo immaginando che si può fare il giro del mondo in un giorno.

Scusate se è poco.

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