“Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono soltanto degli attori che hanno le loro uscite e le loro entrate. E ognuno, nel tempo che gli è dato recita molte parti”. (William Shakespeare)
Essere è l’identità della persona, la sua intima natura, ciò che si è; apparire è il mettersi in vista, avere l’apparenza, sembrare ma anche mostrarsi. Attraverso l’essere esprimiamo la nostra identità, un modo di vivere personale e necessario, la nostra unicità, il nostro contenuto, ma vivendo di relazioni anche l’apparire diventa una manifestazione necessaria. Viviamo quindi in una società in cui conta più l’apparire rispetto all’essere o meglio dove l’essere coincide con l’apparire?
È evidente che le azioni che compiamo, le parole con cui ci esprimiamo, gli argomenti che proponiamo o le reazioni che abbiamo sono differenti in base alla situazione in cui ci veniamo a trovare. Non bisogna cercare di piacere agli altri ad ogni costo, se il prezzo da pagare è quello di non sentirsi a proprio agio, di non essere più se stessi e di vivere una vita impostaci da qualcun altro. Una vita di questo genere è finta e costruita, e in essa non siamo più i padroni, ma diventiamo i burattini di noi stessi.
Sconsolante è quindi il quadro di questa società, fondata sul nulla della finzione…della convinzione…del credere vero quello che si sa non essere tale.
“Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti” sostiene Pirandello che a lungo si è interrogato sulle maschere che indossiamo nella vita di tutti i giorni, affermando che ognuno di noi è al tempo stesso “uno,nessuno ,centomila ” in quanto ogni persona è diversa a seconda di chi la guarda, ossia l’uomo possiede una sola personalità (uno), nasconde dietro la maschera tante personalità quante sono le persone che lo giudicano (centomila), ma in realtà non ne ha nessuna (nessuno). Tale maschera è fissa, non può essere rimossa dall’ uomo e quindi l’ uomo non potrà mai conoscere la sua vera personalità.
Così inizia quel lungo e doloroso percorso che conduce al travestimento per la recita di un copione.



