Caos Lazio - braccio di ferro Lotito-Petko, e Reja attendeDalla Svizzera arriva il tanto atteso annuncio: “Si chiama Vladimir Petkovic il nuovo ct della Nazionale rossocrociata”. Petkovic ereditera’ la panchina di Ottmar Hitzfeld dal prossimo primo luglio, ma fino ad allora ha ancora un contratto che lo lega alla Lazio. Il regolamento lo consente, ma se dopo l’1-4 con il Verona poche, flebili speranze di coesistenza sembravano ancora poterci essere, dopo l’ufficialita’ arrivata dalla Federazione Svizzera la storia tra Petkovic e la Lazio sembra destinata a concludersi prematuramente. A Roma il patron, Claudio Lotito, non ci vede dalla rabbia e passera’ il Natale in vacanza meditando su come liberarsi del tecnico bosniaco. Con il quale si profila un duro braccio di ferro, con la Lazio che le provera’ tutte per strappare una rescissione consensuale che possa liberare la panchina biancoceleste a costi ridotti. All’orizzonte si profila gia’ un Edy Reja bis. Il tecnico friulano e’ stato contattato nei giorni scorsi, ora e’ “congelato” in attesa di un incontro tra Lotito e Petkovic che possa sbloccare l’impasse. Il problema e’ che il bosniaco non ci pensa minimamente a mollare la Lazio e oltre a dire che si sente “orgoglioso della scelta e consapevole dell’eredita’ che assumo”, ci tiene anche a precisare: “Il 30 riprendiamo gli allenamenti, il 6 gennaio ci aspetta la partita contro l’Inter”. E poi ancora: “Non permettero’ a nessuno di dubitare neppure per un secondo che io possa trascurare anche solo minimamente la Lazio, perche’ distratto dal mio futuro impegno” Dunque, il bosniaco non molla. Ma prima del 30 dicembre, quando e’ fissata la ripresa degli allenamenti, il patron conta di chiudere il contenzioso con lui e affidare le redini della squadra a Edy Reja. Lotito in mattina aveva detto: “Serve una scossa, sto valutando in questi minuti. Incontrero’ Petkovic ma non si puo’ piu’ andare avanti cosi'”. Gia’ nel 2010 il goriziano subentro’ a Ballardini, una storia che sembra destinata a ripetersi. Ma fara’ solo il traghettatore, fino a giugno, quando la Lazio conta di affidare la prima squadra allo svizzero Murat Yakin.
“Il futuro? La rosa e’ ristretta, facciamo valutazioni anche sui campionati esteri. I tempi? Molto brevi”, aggiunge Lotito.
Parole che confermano l’interesse della Lazio verso Murat Yakin. Lotito e Petkovic potrebbero vedersi gia’ il 26 dicembre, per discutere sulle modalita’ di addio. Il contenzioso si potrebbe chiudere con un accordo sulla buonuscita. Ora Petkovic gioca a carte scoperte, la palla passa a Lotito. E la firma di Reja? Non arrivera’ prima del divorzio con Petko. Intanto, sulle disavventure biancocelesti, interviene anche il tifoso-allenatore Paolo Di Canio: “Io allenatore della Lazio? Con Lotito mai nella vita, non mi piace, ma non e’ un segreto”. Di Canio sa di non essere tra i candidati alla successione di Petkovic, ma ci tiene a sottolineare che anche in caso di una chiamata da parte del presidente Lotito lui rifiuterebbe. L’ex capitano biancoceleste ed ex tecnico del Sunderland, parla con Sky dagli studi di Fox Sport, dove si appresta a commentare Arsenal-Chelsea, delle vicende laziali.
“Il momento e’ delicato – aggiunge – c’erano aspettative diverse che non sono state mantenute, e’ evidente che l’allenatore non ha piu’ il potere, forse e’ giusto cambiare, non per colpa di Petkovic, ma perche’ da allenatore so che e’ difficile portare avanti un lavoro se si sa che il progetto finisce. Reja? Be, conosce gia’ lo spogliatoio”. Secondo Di Canio la Lazio paga anche i tanti infortuni di “Klose e Biava”, oltre al fatto che qualche giocatore “potrebbe aver perso le motivazioni, magari vuole misurarsi in squadre diverse, per esempio penso a Hernanes, ma questa e’ solo la mia impressione, di un osservatore esterno. Il mio futuro? Italia, Inghilterra, anche altrove, vedremo”. (AGI) .

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