Sembra facile, ma non lo è: definire ciò che è bello, anzi, è difficilissimo. Ci hanno provato i filosofi, e spesso ci sono riusciti, ma per noi comuni mortali è un po’ più complicato. Sicuramente possiamo dire che è bello ciò che ha armonia tra le sue parti, ciò che ai nostri occhi appare esteticamente proporzionato, ma anche ciò che “percepiamo con l’anima”: il bello, insomma, si vede e si sente.
Ma chi decide cosa è bello e cosa non lo è? Una scollatura accentuata, un tacco alto, jeans stretti, capelli ben messi possono definire una persona come bella?
No di certo, sono le nostre azioni a qualificarci come tali. Eppure sembra che la bellezza fisica sia diventata un passaporto che aiuta in ogni difficoltà. Basta guardarsi intorno e il prototipo di bellezza è una bambola alta, bionda e bella, senza difetti o imperfezioni.
Ma se spegnessimo la luce, non saremmo di colpo tutti uguali? Ed è proprio nel buio che l’apparire scompare e lascia spazio all’essere, quell’essere che ci rende unici e speciali nella totale “diversità e particolarità” che si nasconde in ognuno di noi.
In molti, poi, concordano su una verità inconfutabile: la bellezza è nel corpo, ma non è riducibile al corpo.
Abbiamo dimenticato che la Bella si innamorò della Bestia?
A tale proposito si possono citare le parole dell’attrice Bridget Farr: ”La bellezza è passione per la vita e capacità di vivere l’istante. La bellezza è serenità, calore, forza, conoscenza, gentilezza e rispetto. La bellezza è saggezza”, oppure le parole del grande Mahatma Gandhi: “La vera bellezza, dopo tutto, consiste nella purezza del cuore”.
E’ quella che resta per sempre!



