Addio a Manganelli - è morto stamane il Capo della Poliziadi Federico Cirillo

È morto stamattina, presso l’ospedale S. Giovanni di Roma, il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, a causa di una complicazione respiratoria. Le sue condizioni, già gravi da quando fu ricoverato tre settimane fa per una complicazione cerebrale, erano peggiorate nella giornata di ieri e, a sera, aveva già ricevuto l’estrema unzione; un male che lo aveva attanagliato già da tempo e contro il quale, questa volta, era difficile combattere.
Da sempre in prima linea nella lotta alla mafia e al fianco di illustri magistrati, quali Falcone e Borsellino, Manganelli era un vero investigatore: basti pensare a quando nel 1986, in pieno maxi processo contro Cosa Nostra, portò in aula il pentito Buscetta che aveva appena iniziato a svelare i segreti criminosi della malavita siciliana.
Calmo, riflessivo ed equilibrato, pur essendo un poliziotto di “razza”, sapeva anche sorridere ed ammettere gli errori, come quando, costretto a sostituire l’amico di sempre Gianni De Gennaro – con il quale aveva collaborato strettamente agli albori della sua carriera – travolto dagli orrori del G8, seppe, senza mai sconfessare il suo predecessore, riconoscere gli sbagli, chiedere scusa in modo pubblico, mostrando apertamente la faccia, dopo il vergognoso pestaggio della polizia alla scuola Diaz di Genova: trasparente in un apparato dello Stato spesso fin troppo opaco poco limpido.
Uno “sbirro” con la passione per il suo lavoro, con il rispetto dello Stato e la fede nella giustizia e in quegli uomini che della lotta al crimine e alle mafie fanno il loro ideale prima che dovere e nei quali Manganelli si rispecchiava appieno.
Appreso della morte di Manganelli, il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha fatto immediamente pervenire le sue condoglianze al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, chiedendole di rappresentare prontamente alla famiglia del prefetto “i suoi sentimenti di solidarietà e all’intera amministrazione della Pubblica Sicurezza il suo partecipe cordoglio”.
Anche lo scrittore Roberto Saviano non ha tardato ad inviare le sue condoglianze, definendo quello di oggi un “giorno doloroso”. Dal fronte antimafia è arrivato anche il saluto dell’Associazione Ammazzateci Tutti . ‹‹Oggi il Paese perde uno dei suoi migliori servitori, un fuoriclasse, nemico giurato delle mafie e della criminalità. Noi oggi perdiamo un amico dei giovani e della società civile, che con determinazione ha voluto e saputo modernizzare la Polizia di Stato, avvicinandola come mai prima d’ora al cittadino››, dichiara il presidente Aldo Pecora.
Saluti e messaggi di cordoglio sono poi pervenuti da tutti i rappresentanti di tutti i partiti e dalle istituzioni, oltre che dalle varie forze politiche e dai sindacati.
Domani sarà predisposta la camera ardente dalle 14 a Roma, presso la Scuola Superiore della Polizia di Stato in via Pier della Francesca. Il suo posto è stato preso da Alessandro Marangoni, vice capo vicario della Polizia.

Redazione

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