Il dolore, acuto e cronico, è considerato una vera e propria patologia
con un pesante impatto in termini di salute e qualità di vita e costi sociali stimati
per l’Europa in 34 miliardi di euro annui.
Etoricoxib, farmaco per iltrattamento del dolore cronico associato
alle più comuni patologie osteoarticolari, da oggi può essere utilizzato
anche nel trattamento a breve termine del dolore associato a chirurgia dentale.
Milano, 6 marzo 2013 – Non semplicemente un sintomo, ma una vera e propria patologia, tra le più diffuse a livello mondiale e anche tra quelle meno diagnosticate e trattate: il dolore, acuto e cronico, è un’esperienza che in Europa condiziona la vita di una persona adulta su 5 con un costo stimato in almeno 34 miliardi di euro in termini di giornate lavorative perse.
Oggi però arriva una buona notizia per milioni di italiani alle prese con sintomi dolorosi: etoricoxib, molecola MSD dalla comprovata efficacia antalgica e antinfiammatoria, dimostrata nel trattamento a lungo termine delle più comuni patologie osteoarticolari, ha ricevuto l’indicazione anche per il trattamento a breve termine del dolore associato a chirurgica dentale. Etoricoxib è a oggi l’unico coxib ad aver ottenuto l’estensione delle indicazioni terapeutiche al trattamento del dolore da chirurgia dentale, il modello di dolore generalmente utilizzato per valutare la potenza antalgica di un farmaco.
Anche i pazienti italiani hanno quindi a disposizione un vero e proprio alleato per le principali sintomatologie dolorose. «Sicuramente si confrontano con forme di dolore acuto e cronico gli oltre 5 milioni di italiani che soffrono di malattie osteoarticolari, tra le quali la più diffusa è l’artrosi» afferma Marco Matucci Cerinic, Professore Ordinario di Reumatologia all’Università degli Studi di Firenze e Direttore della Struttura Complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. «Moltissimi studi dimostrano che in queste patologie il dolore può essere esso stesso invalidante e nel momento in cui tende a cronicizzare ha un impatto a volte devastante sulla vita lavorativa e di relazione del paziente».
Secondo “Pain in Europe”, la più ampia indagine mai condotta sul dolore cronico, in Italia sono almeno 15 milioni le persone, il 50% donne, che patiscono per dolori cronicizzati nel tempo (1 cittadino su 4, il 27% della popolazione). Dai risultati di un’altra, più recente indagine europea “The Painful Truth Survey”, inoltre, emerge che oltre un terzo delle persone colpite da dolore ha difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. A risentire pesantemente di questa condizione patologica sono anche le finanze delle famiglie: per 3 pazienti su 10 infatti il reddito cala di circa un terzo. In Italia il 27% dei pazienti lamenta problemi sul posto di lavoro con una media di 12,5 giorni di assenza l’anno.
«Oggi sappiamo che la cura adeguata del dolore riduce l’incidenza di complicanze» spiega Cesare Bonezzi, Consulente dell’Unità di Terapia del Dolore dell’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, «e inoltre vi sono studi che dimostrano come il dolore mal curato diventi più intenso, più esteso e più difficilmente controllabile. Ma soprattutto è eticamente inaccettabile e senza alcuna utilità lasciare che il paziente soffra senza cercare di trattare il dolore con le opzioni terapeutiche di cui disponiamo».
«La sfera della quotidianità è quella che risente maggiormente in caso di dolore acuto severo, a volte diventa impossibile afferrare un bicchiere, guidare, scrivere al computer, addirittura mangiare» sottolinea Gabriella Voltan, Presidente dell’ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici. «È necessario che si cominci a trattare questo sintomo anche nelle malattie osteoarticolari dal momento che i farmaci, in particolare i FANS che all’attività antinfiammatoria associano quella antalgica, non vengono somministrati a sufficienza quasi fosse il dolore esso stesso una condizione inevitabile».
Già autorizzato in 68 Paesi, etoricoxib appartiene alla famiglia dei coxib, molecole particolarmente studiate negli ultimi dieci anni: si differenzia dai FANS tradizionali per la spiccata selettività nei confronti della COX-2 e per la trascurabile interferenza con un altro enzima, la cicloossigenasi-1 (COX-1) che ha un effetto protettivo sulla mucosa gastrica.
Una singola dose giornaliera di etoricoxib è associata a un rapido sollievo dal dolore che comincia già in meno di mezz’ora dalla somministrazione e dura fino a 24 ore. Il rapido e prolungato sollievo dal dolore di etoricoxib può essere spiegato dalle caratteristiche farmacologiche uniche. Etoricoxib viene assorbito rapidamente e completamente nell’organismo ed ha un’emivita delle più lunghe (l’emivita è il periodo di tempo richiesto affinché la concentrazione del farmaco nell’organismo venga ridotta della metà rispetto alla sua concentrazione iniziale).
«La necessità di capire meglio i benefici di queste molecole rispetto ai FANS tradizionali nel trattamento a lungo termine dell’infiammazione e del dolore osteoarticolare e di conoscere in maniera più approfondita il livello di tollerabilità nella pratica clinica hanno portato negli ultimi anni ad un fiorire di trial clinici su importanti numeri di pazienti» dichiara Silvano Adami, Professore Ordinario di Reumatologia all’Università degli Studi di Verona e Direttore dell’Unità Operativa di Reumatologia all’Azienda Ospedaliera-Universitaria Integrata di Verona. «Etoricoxib entra nel momento della rivalutazione dei FANS, conquistando il suo spazio a ragione, grazie a studi clinici che ne dimostrano l’elevata selettività per COX-2, l’irrilevante interferenza su COX-1 e quindi un buon profilo di sicurezza a livello gastrico».
L’estensione dell’indicazione d’uso nel trattamento a breve termine del dolore acuto post-chirurgia dentale apre uno scenario interessante sull’utilizzo di etoricoxib, ridisegnato quale molecola a spiccata attività antinfiammatoria e antalgica dal momento che la lunga emivita (quasi 24 ore) del farmaco nel sangue assicura con una sola somministrazione al giorno un prolungato effetto sia sull’infiammazione che sul dolore acuto.
«Ladisponibilità di dati che documentanooggila potenza antalgica di etoricoxib in trattamenti a breve termine anche su modelli di dolore acuto associato a chirurgia dentale fornisce conferme importanti e rendequesta molecola una opzione terapeutica di riferimento nel trattamento cronico del dolore e dell’infiammazione associati alle patologie ostearticolari più frequentemente gestite in ambito ortopedico» osserva Paolo Cherubino, Presidente della SIOT, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, e Direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.
Etoricoxib per la sua spiccata azione analgesica e antinfiammatoria e per il suo buon profilo di tollerabilità gastrointestinale si pone come terapia di prima scelta nel trattamento del dolore e dell’infiammazione associata alle più comuni patologie osteoarticolari. Solo il 60% dei pazienti italiani si rivolge al medico di famiglia, ma uno su due non è soddisfatto delle informazioni e delle cure ricevute. Un terzo dei pazienti “prova” tre o più farmaci, il 70% continua ad avere dolore per più di 12 ore al giorno.
«Su cento pazienti presenti in un ambulatorio medico, la metà chiede di essere visitato e curato per una sintomatologia dolorosa» osserva Ovidio Brignoli, Medico di Medicina Generale e Vice Presidente della SIMG, la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale. «Avere a disposizione un numero sempre maggiore di farmaci efficaci e ben tollerati è importante e in tal senso assume particolare rilievo la recente estensione delle indicazioni di etoricoxib, molecola marcatamente selettiva per la COX-2, al trattamento a breve termine del dolore acuto associato alla chirugia dentale. Ciò ne conferma l’efficacia antalgica rendendola ancor più un’importante opzione terapeutica».
MSD Italia
MSD Italia è la consociata italiana dell’azienda farmaceutica americana Merck, leader nel settore della salute e presente in oltre 140 Paesi. L’Azienda è impegnata a migliorare la salute a livello globale con un portafoglio diversificato di medicinali etici e da banco, vaccini, farmaci biologici e prodotti ad uso veterinario, arricchito da una solida pipeline composta da 33 promettenti molecole in fase avanzata di sviluppo.
Merck investe in programmi di Ricerca & Sviluppo quasi 9 miliardi di dollari ogni anno, pari al 18% del proprio fatturato ed impiega in R&S oltre 15.000 addetti. La rivista americana Forbes ha premiato Merck come la migliore azienda farmaceutica di tutti i tempi per il suo apporto al progresso scientifico avendo sviluppato 87 farmaci innovativi negli ultimi 60 anni.
MSD è presente nel nostro Paese dal 1956 e conta oggi quasi 1.600 dipendenti, due stabilimenti di produzione e un fatturato di circa 800 milioni di euro. In Italia l’Azienda vanta oltre 135 studi clinici, con il coinvolgimento di quasi 1.000 centri ed oltre 6.500 pazienti.
L’impegno di Merck è rivolto anche a favorire l’accesso alle cure attraverso programmi umanitari di donazione e distribuzione dei prodotti alle popolazioni che ne hanno maggiormente bisogno. Solo lo scorso anno l’Azienda ha investito 1.1 miliardi di dollari in attività di responsabilità sociale. Per maggiori informazioni: www.msd-italia.com


