boccassini-ingroia  di Tommaso Sessa

 Dopo lo scandalo Mps ora anche la faida Ingroia-Boccassini e in borsa il crollo di Saipem che ha perso il 34,3%.  La caduta è stata innestata da un taglio delle aspettative degli utili e da una reazione emotiva che ha innestato vendite incontrollate.  Ci sono sospetti su Merrill Lynch che ha collocato, il giorno prima che l’azienda annunciasse pubblicamente la riduzione dei profitti, una quota del 2% della società.

La Consob sta indagando ma su Saipem pesa pure un altro scandalo, un’inchiesta giudiziaria che a dicembre ha investito il suo ex amministratore delegato a proposito di alcuni contratti siglati in Algeria.  Intanto ieri Mps ha perso un altro 9%. Su questa vicenda servono decisioni immediate, la banca va nazionalizzata e questo è possibile in qualsiasi momento visto che i Monti Bond possono essere convertiti, a discrezione dell’emittente, in azioni del banco stesso con un ingresso dello Stato nel suo capitale e una diminuzione parallela delle quote detenute dalla fondazione.  La emissione dei Monti Bond vale l’82% del capitale della banca a favore del Tesoro. Lo si faccia subito, prima che la situazione si aggravi ulteriormente, onde evitare che il contagio si estenda ad altri istituti di credito.  La tregua di fine anno è finita, le notizie dall’Europa sono pessime e quelle che vengono dagli Stati Uniti non tranquillizzano, visto che il Pil americano nell’ultimo trimestre del 2012 fa registrare un rallentamento. Intanto l’euro sfiora quota 1,36 sul dollaro tornando ai massimi del 2011, a dimostrare, ancora una volta, che il suo andamento è indipendente dal ciclo economico negativo e che l’Europa non è in grado di tutelarlo e governarlo in questa difficile guerra valutaria che ci vede sempre soccombere.  Sul fronte politico si continua a fare favori a Berlusconi. Il Cavaliere, per chi non l’avesse ancora capito dalle parti di Bersani, si è voluto accreditare in questa campagna elettorale come l’unico leader politico che non si è voluto mai piegare al diktat dei tedeschi. Due giorni fa, di fronte al Parlamento europeo, il commissario per gli affari economici e monetari ha attaccato l’ex Presidente del Consiglio accusandolo di aver frenato la crescita italiana per non aver rispettato gli impegni con l’Europa. Non si è accorto, l’olandese filo-tedesco, che quelle sue dichiarazioni sono un regalo a Silvio che appare ormai l’unico oppositore alla ricetta del rigore tedesco che ha portato l’Europa in recessione e quasi alla distruzione dell’Unione e dell’euro. Monti non si faccia appoggiare dalla Merkel, come già è successo, e dai suoi alleati perché ciò non porta bene vista la fine di Sarkozy.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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