di Michele Caruso

“Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo…”

Il 27 gennaio del 1945, come ci insegna la Storia, venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz. Oggi, sessantotto anni dopo, in tutta Italia si celebra il “Giorno della memoria” per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli Italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio…
Ma soprattutto per ricordare di non dimenticare, per conservare la memoria della tragedia nazista, per costruire un futuro migliore, un futuro di pace, capace di prevenire talune mostruosità.
Senza cancellare un passato amaro, bisogna lavorare per un mondo nuovo, ricordando le sofferenze delle vittime dell’Olocausto e traendo dal loro sacrificio la spinta per riaffermare l’aspirazione comune dell’umanità per la giustizia e la mutua comprensione.

“Tre volte il fé girar con tutte l’acque,/ Alla quarta levar la poppa in suso/ E la propra ire in giù, come altrui piacque…(Dante)…Trattengo Jean, è assolutamente necessario e urgente che ascolti, che comprenda questo “come altrui piacque”, prima che sia troppo tardi, domani lui o io possiamo essere morti, o non vederci mai più, devo dirgli, spiegargli del Medioevo, del così umano e necessario e pure inaspettato anacronismo, e altro ancora, qualcosa di gigantesco che io stesso ho visto ora soltanto, nell’intuizione di un attimo, forse il perché del nostro destino, del nostro essere oggi qui….” (Primo Levi)

L’Olocausto, quel “vincolo infranto”, quello “scagliare se stessi al di là di una barriera”, e la lezione che esso ci insegna per il nostro tempo, non devono mai venire dimenticati. Man mano che i sopravissuti dell’Olocausto invecchiano ed il loro numero si assottiglia, diventa sempre più nostro dovere raccontare ad ogni generazione che cosa accadde.
Perché, se è accaduto, vuol dire che potrebbe accadere di nuovo….

”Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetelele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.”

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookPinterest

Di Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)