di Michele Caruso
Con questo articolo desidero dare vita alla rubrica “Storie di Innovazione”, una sorta di carrellata di notizie tratte dai diversi giornali di tutto il mondo e riguardanti l’innovazione nel business, nel management e nel sociale.
Questa prima tappa tratterà di una storia di innovazione sulle Start-up, le giovani imprese innovanti: queste piccole lucciole nella notte che rappresentano uno slancio, una speranza, per il presente ed il futuro anche della nostra Italia. Nella ferma convinzione che le esperienze innovative, le sfide, le limitazioni, siano tutti elementi necessari per ricorrere alla nostra creatività, farla prosperare e prosperare noi a nostra volta.
«L’innovativa “Strategia spagnola per la Scienza, la Tecnologia e l’Innovazione”, presentata dal Governo iberico quattro mesi fa, punta principalmente allo sviluppo di nuovi investimenti in Ricerca & Sviluppo, in partenariato tra pubblico e privato. Lo spirito di fondo è quello di guardare a questa strategia pilota come a una delle principali sfide per il rilancio della nazione.
Carmen Vela Olmo, Segretaria di Stato spagnola per la Ricerca, lo Sviluppo e l’Innovazione, aveva mostrato già da tempo preoccupazione per la “quasi assenza” delle Venture Capital in Spagna, sottolineando quanto fosse opportuno contribuire alla loro creazione ed al conseguente sviluppo.
Grazie alla collaborazione tra il “Centro para el Desarrollo Tecnológico industriale” (CDTI) e l’Agenzia di finanziamento per la R&S del Ministero dell’Economia e la competitività spagnolo, un cambio di rotta nella direzione già sperata dalla Olmo è ora possibile.
Nel luglio scorso, infatti, sono stati creati due grandi società di Venture Capital per lo sviluppo e il consolidamento di giovani imprese innovanti con elevato potenziale di crescita: le cosiddette start-up, appunto.
L’obiettivo è quello di accompagnare la loro crescita, fornendo loro funzionalità di gestione e conoscenze di mercato e di internazionalizzazione.
La prima delle due società, “INNVIERTE Economia Sostenible Conversion“, è nata con un capitale di 80 milioni di euro (di cui 40 sono già stati utilizzati); la seconda, “INVIERTE Sostenible Economia“, è dotata di un capitale di partenza di 70 milioni di euro (di cui 35 sono già stati erogati).
In entrambi i casi, l’investimento pubblico effettuato tramite il CDTI ha rappresentato solo una parte minoritaria.
I frutti di questo innovativo piano programmatico non hanno tardato ad arrivare. Luis de Guindos, il ministro spagnolo dell’Economia e la competitività, ha presentato a fine ottobre i primi risultati di questa iniziativa, mettendo in risalto il fatto che essa ha già permesso di ottenere ulteriori incentivi da parte dei partner privati, per un importo di 151 milioni di euro e con un volume di investimento complessivo di 234.500.000 di euro.
I principali contribuenti sono Telefonica (26 milioni di euro), Iberdrola e Agbar (15 milioni di euro a testa), Caixa, Repsol, FCC e Arteche (12 milioni di euro ciascuno).
Il CDTI spera di poter raggiungere una quota totale di investimento pari a 450 milioni di euro nei prossimi cinque anni.»
BIBLIOGRAFIA
– El CDTI constituye dos firmas de capital riesgo con 150 millones, cincodias, Javier Carazo, Madrid, 30/07/2012
– http://redirectix.bulletins-electroniques.com/ue7tu
– De Guindos presenta su programa público-privado para fomentar la innovación en las PYMES, agencia sinc, 31/10/2012
– http://redirectix.bulletins-electroniques.com/C2RLP
– http://www.bulletins-electroniques.com/actualites/71461.htm


