di Angela Foggia
Da tempo circola la notizia per cui il programma Erasmus che ha compiuto quest’anno il suo venticinquesimo anniversario e che permette a tutti gli studenti europei di studiare per diversi mesi in università straniere, rischia di volgere al termine per mancanza di fondi.
La crisi economica di singoli Stati ha indotto questi a tagliare gli stanziamenti per il fondo sociale europeo da cui Erasmus dipende. I paesi che hanno detto ‘no’ sono : Gran Bretagna, Francia, Germania, Finlandia, Svezia, Olanda e Austria. Ad oggi, il fallimento della trattativa tra Consiglio e Parlamento UE fa perdere ogni speranza di risolvere il problema. La presidenza cipriota dell’Ecofin annuncia il crack della “manovra correttiva”: non ci sarà pericolo per chi è ora in Erasmus o partirà a breve, ma dal 2013 si rischia il tramonto del progetto. Tale situazione ha anche indotto, qualche giorno fa, più di cento personalità europee del mondo dello sport, della letteratura, della musica, della filosofia, dell’istruzione e dell’economia a sottoscrivere una lettera ai Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea per far fronte alla pronosticata drastica riduzione delle borse di studio Erasmus. La lettera denuncia che la negatività dei bilanci dell’UE priva migliaia di giovani di fare un’esperienza che potrebbe cambiare la loro vita. Non solo l’Erasmus è in pericolo; la penuria del Fondo sociale europeo, incide negativamente su tutti i progetti europei che riguardano lo sviluppo e la promozione della coesione tra i diversi stati membri.


