“Ricordo” affronta il tema del passaggio dall’adolescenza all’età adulta, mostrando come le emozioni assolute di un tempo vengano rilette con maggiore consapevolezza. MG sceglie una narrazione delicata, capace di accogliere anche i dolori assopiti e gli amori sbagliati senza giudizio, trasformandoli in esperienza.

Bentrovata, Mariagrazia. Quanto l’adolescenza continua a influenzare il modo in cui viviamo le emozioni da adulti?
Mah, l’adolescenza è la base importante di ogni persona adulta. Tutte le problematiche degli adulti, o quasi, a parte i casi di problemi emotivi infantili di imprinting, trovano la radice in questa fase. Come vedere sé stessi e gli altri, come percepirsi. Conosco persone che non ricordano quasi nulla della loro infanzia o preadolescenza: non vogliono ricordarla perché si sono creati maschere e castelli di carta dalle quali vedere oltre.
Nel brano parli di errori di valutazione e amori brevi osservati con lucidità. È stato difficile raccontarli senza indulgere nel rimpianto?
Non è difficile, è solo un comprendere come la vita possa cambiare o cambiare il modo di giudicare un’amicizia passata o che è da ripescare. A volte perdiamo per anni delle amicizie e poi si ritrovano dopo decenni, per vari motivi, ed è sempre bello rivedere le vecchie compagnie della scuola o di posti dove si andava in vacanza, anche se le persone sono cambiate con l’età; alcune in meglio, altre in peggio. Altre sono rimaste esattamente come le avevamo lasciate. Diciamo che fa sempre bene al cuore.
Pensi che la maturità emotiva passi anche dalla capacità di perdonare il proprio passato?
Perdonarsi è essenziale per vivere. Chi di noi non commette errori di valutazione. Poi dipende quanto sia costato rivivere o cambiare. Le scelte possono essere state giuste e positive o non esatte. Diciamo che gli sbagli giovanili sono errori leggeri, chiamiamoli così. Ci devono comunque essere per creare la persona che poi uno deve diventare. Servono da base per creare il palazzo. In ogni caso è più grave commettere errori di valutazione da adulti. Penso sia così, ma non si può essere mai certi di nulla. Molti errori di valutazione si fanno in buona fede, partendo dai propri schemi.
“Ricordo” invita all’attesa e alla riflessione. Quanto senti che oggi manchi questo tempo interiore?
Penso che questo tempo così ingenuo e naif manchi ai nostri giovani. Il tempo dell’innamoramento quello vero, dell’arrossire per nulla, del vedere un tramonto dal balcone, del pensare sempre “domani sarà migliore, io farò questo, diventerò quello…”. Manca la voglia di creare un domani positivo. Troppi input negativi che li attaccano da tutte le parti: media, giochi, bullismo, uso sfrenato dei social, haters. Anche il più arrogante penso dentro si senta solo, debole e indifeso. Così li percepisco a scuola. Sembra non abbiano il tempo di fermarsi e pensare per creare, o almeno si nota in pochi.


