«Volevo creare un suono delicato ma allo stesso tempo potente, che parlasse dell’umanità tra bene e male, della sua continua ricerca di equilibrio.» Stefano Napolitano

Sono le premesse che ci regala il cantautore torinese alla vigilia della pubblicazione di questo nuovo disco dal titolo “Una nuova luce sul mondo”: didascalicamente, si narra del ritorno in scena delle figure cardine della fede cristiana, del messia, della Maddalena… di quel certo costume e di quella morale, di un credo che oggi prende altre forme e forse anche altre sostanze. Il tutto dentro un disco dal forte impatto futuristico…

Subito mi colpisce il video come tanta parte del suono: in questo tempo l’A.I. corre in aiuto un po’ ovunque. In che modo l’hai usata, se l’hai usata? Anche parlando in generale dell’elettronica…-
Ho voluto sperimentarla per la prima volta e mi sono trovato bene. Non ha minimamente intaccato la mia creatività. Ho scritto sceneggiatura, scenografia, locations, delineato i volti dei personaggi e ho dato a lei il compito di realizzarla passo per passo insieme all’aiuto di due video makers molto abili, Omar Es Sahhal e Andrea Franco.

E qui vorrei scendere nello specifico del sintetizzatore virtuale TH8 di Acustica Audio… di cosa si tratta?
Il TH 8 di Acustica Audio ripropone il suono degli anni ‘80 in una veste migliore rispetto a prima, senza i difetti del digitale e con potenzialità di nuovi suoni più adatti a qualcosa di odierno. Fu una scelta di Danilo. Avevamo già registrato i primi tre brani ma poi lui decise di rifare gli arrangiamenti con questo nuovo sistema e il risultato fu eccellente. Credo sia uscito sul mercato da poco più di un anno e sono sicuro che verrà utilizzato anche nel nuovo album dei Pooh per celebrare il sessantennale della loro carriera. Credo che il mio album sia il primo ad aver utilizzato il TH8.

E con lui anche tanti strumenti antichi di tradizioni a noi molto distanti. Come li hai scelti e perché?
Li ho scelti perché mi ricordavano gli antichi suoni delle terre dove Gesù nacque, predicò e visse i suoi 33 anni. Volevo che la mia voce viaggiasse su qualcosa di mistico vista anche la profondità dei testi.

Se tornasse il messia… lo riconosceremmo secondo te? Domanda che penso ti facciano tutti…
Non credo, non siamo abituati a riconoscere la verità nelle cose più semplici, figuriamoci se riconosceremmo la verità più grande del mondo. Io spero che sia Lui a farsi riconoscere stavolta in modo imperativo, altrimenti rischierebbe di non arrivare nemmeno alla metà degli anni che aveva vissuto durante la sua prima venuta.

Un disco così sfida e provoca la condizione dei tempi di oggi secondo te?
Senza dubbio, non c’è nulla sul mercato di simile. Infatti le grandi radio non lo passano. Non sia mai che la gente possa riflettere su qualcosa di alternativo. La musica sta ormai sparendo definitivamente dalle radio. Trasmettono solo la più stupida ovvietà. Ma forse è quello che ci meritiamo un po’ tutti.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.