Giovane, innovativo e autentico: Adrian Sirago, in arte Liber, è un rapper di 13 anni che inizia ad addentrarsi nel mondo della musica a soli 9 anni, forgiando la sua spiccata dote artistica attraverso l’ascolto dei nomi della scena rap italiana come Emis Killa. Il suo brano Ho visto, uscito il 12 settembre in radio e su tutte le piattaforme digitali, si configura come un manifesto di libertà e identità: un brano che nasce da una voce giovane e già così consapevole e promettente, spinta dall’urgenza di raccontarsi senza filtri e di affermare il diritto di essere se stessi.
Perché Liber?
“Liber deriva dal latino e in italiano significa libero. È la caratteristica che più mi rappresenta e che voglio portare nella mia musica.”
Quando hai iniziato ad approcciarti al mondo della musica?
“Avevo circa 9 anni. Da allora ho iniziato ad ascoltare sempre più rap italiano e non ho mai smesso.”
Quali artisti ti hanno influenzato di più?
“Sicuramente Emis Killa. Non solo per la musica, ma anche per l’ispirazione che mi ha dato a livello umano.”
Come è nata l’idea di scrivere il brano Ho visto? Cosa volevi trasmettere?
“La canzone nasce da un periodo particolare della mia vita, da riflessioni e cose che avevo capito in quel momento. Ho mescolato esperienze e pensieri ed è nata una sorta di liberazione. Scrivere questo brano è stato come liberarmi di un peso.”
Da cosa ti sei lasciato ispirare in particolare?
“Innanzitutto per me la libertà significa saper osservare ciò che hai intorno, ascoltare le persone, capire le circostanze. Ho raccolto tante cose da ciò che vedevo e da lì ho iniziato a comprendere meglio me stesso. In questo periodo storico mi è sembrato importante scrivere una canzone che parlasse proprio di questo.”
C’è una frase della canzone che secondo te riassume il significato che vuoi trasmettere?
“Sì, ‘della libertà sono alleato’. La sento molto mia, perché oggi ci sono tante influenze che ti spingono a uniformarti, a far parte di un gruppo per forza. Io, invece, credo che sia importante non seguire la massa e difendere la propria libertà.”
Quanto è stato importante il sostegno di tuo padre in questo percorso?
“Davvero tanto. Quando ero piccolo gli dissi che volevo fare rap. Lui mi ha lasciato un po’ di spazio per capire se fosse davvero una mia passione. Dopo un anno gli ho chiesto di nuovo di aiutarmi e così mi ha iscritto a un corso di canto. Da quel momento è stato il mio primo manager: mi ha portato in studio e mi ha sempre supportato.”
Per te cosa significa fare musica nel panorama odierno?
“Il rap per me non è solo musica, è il modo in cui posso raccontarmi e affermare la mia identità. Fin da questa prima canzone voglio trasmettere un messaggio chiaro: la libertà. È un tema che mi appartiene e che voglio condividere anche con i miei coetanei. Sono una persona molto socievole e attraverso la musica voglio comunicare chi sono davvero.”
Obiettivi futuri?
“Continuare a scrivere e pubblicare più canzoni possibili. Voglio far arrivare la mia voce il più lontano possibile: per me è questa la cosa più importante.”

