Unire due generi diversi per creare qualcosa di unico: è questa la sfida raccolta da Tana con il suo singolo. Nato da un lungo percorso personale e artistico, il brano intreccia cultura, sport e musica. L’artista ci guida dentro le atmosfere che lo hanno ispirato.

Il tuo nome d’arte, Tana, è molto evocativo. Cosa rappresenta per te?
Il mio nome d’arte nasce nel 1996 da un semplice gioco di adolescenti “nascondino” “TANA LIBERA TUTTI” Perché ero sempre quello che liberava tutti alla fine del gioco , portandolo così come nome d’arte. Per me rappresenta tutto quello che sono nella vita.
Come si è evoluto il tuo approccio musicale dal tuo primo progetto del 2009-2010 fino a oggi?
Il mio progetto non è stato un grande successo ma non per fattore personale , ma non ho trovato nessun che potesse darmi spazio per fare live in giro nel locali o piazze.
Il singolo unisce elettronica e hip hop: quanto è importante per te rompere le regole e uscire dagli schemi?
Interagire e mettere dei suoni diversi per me è come sperimentare nuove cose, e dunque delle nuove produzioni musicali con nuovi generi, quindi adattare suoni , melodie, loops e sintetizzatori alla portata dell’orecchiabilità della gente.
Cosa ti affascina dell’estremo oriente, a livello artistico e simbolico?
Amo la cultura orientale . Mi affascina tutto ciò che riguarda l’oriente.
Hai collaborato con Giovanni D’Iapico per gli arrangiamenti: com’è stato lavorare insieme su questo brano?
Insieme a Giovanni D’iapico abbiamo collaborato con la sua etichetta discografica (AUDIOFOLLIA) e collaboriamo ancora, trovandomi molto bene con i suoi servizi.
In che modo i tuoi ascolti musicali influenzano le tue produzioni?
Cerco sempre di dare il massimo e di poter raggiungere un pubblico molto ampio, prendendomi soddisfazioni personali.


