Il cantautore toscano rilegge Bugelli con rispetto e ispirazione, fondendo atmosfere eteree e suggestioni d’oltreoceano. Con il supporto di Francesco Coletti, Signorini plasma una versione che è invito alla contemplazione e all’ascolto profondo, capace di restituire il senso autentico del cantautorato come poesia viva e senza tempo.

In che modo il tuo background musicale ha influenzato la reinterpretazione di “Colline orientali”?

Ho cercato in realtà di fare mia la canzone senza incidere pesantemente sulla struttura e l’anima del brano ma a lungo andare le modalità di canto e il cullare della melodia hanno spinto l’intero brano a far venir fuori gli aspetti più interessanti della musica di Bugelli, gli echi folk di un oltreoceano apparentemente lontano e la magia, il mistero di echi del nord Europa, probabilmente più celtici nell’impressione che nella realtà. Per il finale utilizziamo un suono che facilmente trovi a Naschville per un riff di chitarra ma l’inserimento di un soprano e le percussioni hanno fatto in pratica tutto da sole…come fossero già dentro.

Cosa ti affascina di più della tradizione cantautorale italiana e come la hai integrata nel tuo stile?

Del cantautorato amo la potenza ,la capacità visionaria che la nostra lingua può arrivare ad esprimere come nessun altra….con evidenti limiti su alcune melodie meno mediterranee diciamo…ma che grazie al dialetto, allo slang ,alla duttilità di poter descrivere con altri concetti similari ,riesce a superare con alcuni artisti sempre sé stessa…è uno stimolo forte, è un dono che la nostra musica ha più di ogni altro paese al mondo ma che rimane spesso sepolto nelle nuove generazioni perché estremamente complesso e forse “pesante” oggi piace di più il decorativo, l intrattenimento.                      

Qual è stato il processo creativo dietro l’arrangiamento del brano insieme a Francesco Coletti?

Coletti è un genio, un lavoratore instancabile e un profondo conoscitore di musica. Lo è nei generi, lo è per la capacità polistrumentale e a livello culturale. Io mando sempre prima una bozza del brano, scrivo appunti e riferimenti concreti rispetto alle intenzioni che voglio dare,in più descrivo un incipit come fosse un film, un canovaccio completo….ci incontriamo in sala e via con la full immersion, dopo di che anche nel momento di registrazione molte idee cambiano direzione stupendoci e le sviluppiamo come in una jan. 

Ti sei ispirato ad altri artisti o generi musicali durante la produzione di questa cover?

Non mi ispiro mai ad una artista ma a dei brani dei generi, delle atmosfere….dopodiché è evidente che per un italiano medio cado sempre su un inflessione alla zucchero? Sono nato così….ma dopo…che devo fare.

Come vedi l’evoluzione della tua musica nei prossimi anni? Hai altri progetti in cantiere?

Farò uscire nel corso del prossimo anno nuovi brani che fanno parte di un progetto complessivo, un disco vero e proprio….ma è ancora presto per parlarne.

Qual è il messaggio più importante che vuoi trasmettere con questo brano?

Mi piacerebbe che non sia un messaggio questo brano ma 4 minuti di serenità, di viaggio nei ricordi e nel contempo nel futuro. Vorrei si tornasse ad ascoltare….semplicemente ascoltare.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.