“Dubbio” è il manifesto emotivo di una band che non ha paura di mettersi a nudo. I Quintessenza danno forma a quella sensazione di paralisi mentale con un rock potente e vibrante, che riesce a connettere le fragilità personali a un pubblico in cerca di comprensione e verità.

La scelta di “Dubbio” come singolo di lancio

Scegliere “Dubbio” come singolo di lancio è stato quasi un obbligo, non una semplice decisione di marketing. Questo brano ha una forza intrinseca, una verità che sentivamo dovesse essere la prima cosa da far arrivare. Affronta un tema universale come l’incertezza, il sovraccarico di pensieri che ti paralizza, un’esperienza così personale per il nostro bassista Master che ci è sembrata la voce più autentica con cui presentarci. Volevamo qualcosa che creasse immediatamente una connessione profonda e “Dubbio” aveva tutta l’energia e l’emozione necessarie per farlo.

Il nostro processo creativo: da dove partiamo?

Il nostro processo creativo è un flusso, ma se dovessimo indicare un punto di partenza, spesso è un’emozione o un’idea di fondo. Una sensazione, un’esperienza che ci colpisce, quella è la scintilla. Da lì, a volte nasce prima una melodia che ci risuona dentro, altre volte una frase o un concetto che si fa strada. Nel caso di “Dubbio”, è stata l’esperienza personale di Master a dare il via a tutto. L’emozione si traduce in un’idea, che poi prende forma attraverso il testo e, infine, si veste delle sonorità che riteniamo più adatte a esprimere quel preciso stato d’animo. È un dialogo continuo tra tutti gli elementi.

Il significato profondo dietro le sonorità di “Dubbio”

Le sonorità di “Dubbio” non sono scelte a caso; sono la rappresentazione sonora di uno stato d’animo tormentato. L’energia e la potenza tipiche del nostro sound hard rock/alt metal servono a simboleggiare l’agitazione interiore, la battaglia contro l’incertezza. Quell’esplosione di chitarre e ritmiche serve a esprimere la frustrazione e la complessità del pensiero eccessivo, mentre i passaggi più melodici e riflessivi rappresentano i momenti di pausa, di ricerca di chiarezza, o la sensazione di smarrimento. Tutto è pensato per farvi percepire fisicamente il peso del dubbio e la lotta per liberarsene.

Come reagiamo alle critiche?

Le critiche, come ogni cosa, vanno filtrate. Le critiche costruttive le accogliamo e cerchiamo di trarne spunti per migliorare. Sono importanti per crescere, per avere una prospettiva esterna. Quelle che invece sono gratuite o puramente distruttive, le lasciamo scivolare via. Siamo convinti che la nostra musica nasca da un’esigenza interna autentica, e quella deve rimanere la nostra bussola. Non ci lasciamo influenzare al punto da stravolgere la nostra visione, ma siamo sempre aperti a imparare e a perfezionare il nostro mestiere. La cosa fondamentale è rimanere fedeli a noi stessi.

Un artista con cui sogniamo di collaborare?

Il sogno di collaborare con un artista è sempre presente! A livello italiano, ammiriamo molto chi ha saputo unire testi profondi a sonorità potenti, magari figure come un Manuel Agnelli o un Piero Pelù, che hanno segnato la storia del rock italiano con la loro autenticità. A livello internazionale, la lista sarebbe infinita, ma artisti che hanno saputo innovare il genere rimanendo fedeli alla loro identità, come i Deftones o i Tool, sarebbero ispirazioni incredibili. Ci piacerebbe unire le forze con chi ha una visione artistica forte e la capacità di spingersi oltre i confini.

Quanto il pubblico si riconosce nei nostri testi e nelle nostre atmosfere?

Crediamo che il nostro pubblico si riconosca tantissimo nei nostri testi e nelle nostre atmosfere. Scegliere di parlare di temi come il “dubbio”, l’ansia, le sfide personali, non è casuale: sono sentimenti universali. Quando mettiamo a nudo le nostre vulnerabilità e riflessioni, si crea subito un ponte con chi ascolta. Molte persone ci hanno detto di essersi ritrovate nelle parole di “Dubbio”, e questo per noi è il feedback più prezioso. Le atmosfere musicali, poi, servono proprio a rafforzare questa connessione, fornendo la colonna sonora perfetta a quelle emozioni. È la magia di condividere un’esperienza, sapendo di non essere soli.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.