Canzoni come bozzetti d’anima, ricordi e slanci di libertà. Andrea Colli Lanzi descrive “Rafting” come una traversata esistenziale da vivere insieme. Dall’infanzia musicale al Conservatorio, passando per accordi folk e ritornelli condivisi, un’intervista intima e sincera come il suo modo di fare musica.

Quanto ti ha influenzato crescere in un contesto naturale come quello del Lago Maggiore?

Molto, anche se l’ho sempre il lago maggiore l’ho sempre vissuto dalla parte di residente, e forse non lo ho mai apprezzato così tanto come dovrebbe essere. Nelle mie canzoni le immagini di natura, di lago, mare, montagna, sono costantemente presenti, mi piace molto trovare l’ispirazione in queste ultime e a volte perdermi dentro.

Il folk è spesso legato alla narrazione collettiva. È anche il tuo obiettivo, raccontare storie comuni?

Il mio obiettivo è raccontare quello che vivo io, che il più delle volte è quello che vive la maggior parte delle persone, e questo fa parte del folk, del pop, del rock, e della maggior parte di tutti i generi musicali.

Hai un rituale quando inizi a scrivere una nuova canzone?

No, a volte la canzone nasce in 5 minuti, a volte ne scrivo una, non mi piace, e ne scrivo subito dopo un’altra che mi piace molto di più, è molto vago il processo creativo.

Cosa ti dà la musica che nessun’altra forma d’arte riesce a darti?

Il linguaggio per esprimermi il più emozionale possibile.

In un mondo sovraccarico di stimoli, come scegli cosa dire e cosa tacere nei tuoi testi?

Scelgo la parole che reputo più adatte a quella canzone. L’arte vera non bada troppo nel non dire certe parole. E’ vero anche che certi paletti servono per creare qualcosa di ancora più bello e artistico.

Se potessi lasciare un solo messaggio a chi ascolta “Rafting”, quale sarebbe?

Rallentate. Se state andando troppo di fretta, se vi sentite indietro, il modo migliore (secondo me) per arrivare all’obiettivo, è godersi questa surfata tra le onde e la tempesta, raggiungendo la riva il più contenti possibile.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.