Il titolo suona come una confessione, ma è anche una rinascita. Il singolo segna la svolta verso un percorso più personale, dove la band storica accompagna Caselli in un viaggio emotivo e sonoro. Un racconto maturo, limpido, che parla di presenza, affetto e perseveranza.

Hai mai avuto il timore che un brano così intimo potesse non essere compreso fino in fondo?
Sai è sempre presente questo timore quando si scrive una canzone. Da un lato non vuoi essere troppo prevedibile ma allo stesso tempo neanche troppo criptico. Quello che però resta fondamentale è la sincerità, sono convinto che in presenza di questa l’ascoltatore ti comprenderà.
Come scegli cosa raccontare in modo diretto e cosa invece lasciar emergere tra le righe?
Io scrivo in modo totalmente istintivo e in pochi minuti, pertanto non scelgo ma racconto quello che provo e le emozioni scelgono cosa emerge direttamente o tra le righe.
Quanto è importante per te che il pubblico conosca anche la tua parte più vulnerabile?
Tutte le canzoni che ho scritto fanno chiaramente emergere le mie paure e ansie ma anche le mie speranze e convinzioni. L’artista si deve presentare “nudo” all’ascoltatore e senza infingimenti.
Qual è il messaggio nascosto, se c’è, dentro ‘Sono sempre qui’?
La vita va vissuta e senza eccessivi rimpianti ma nella consapevolezza che è la cosa migliore che ci poteva capitare.
Cosa significa oggi essere un artista con una lunga carriera alle spalle e ancora qualcosa da dire?
La certezza è la lunga carriera musicale alle spalle ma la speranza è il futuro davanti che accompagna ancora la voglia di scrivere di emozioni e sentimenti.
Hai mai pensato a un progetto solista al di fuori dei Freezer, o questa unione resta fondamentale per te?
Di fatto questo album “Frammenti” è già un primo esperimento solista (non a caso ho messo il mio nome accanto a quello della Band) ma nulla è ancora deciso. Il mio legame con la Band è molto solido e credo continuerà anche nei prossimi anni, con modi e forme da definire.


