Un brano che nasce da domande senza risposta, come spesso accade nella vita. Overcardano mescola rock e synth per costruire una ballad intensa, tra versi pieni di immagini, riferimenti letterari e riflessioni profonde. Un dialogo silenzioso con l’esistenza che lascia spazio a sogni e resistenza.

Ragazzi, è un piacere avervi qui. “È solo un sogno” è “solo un titolo” o nasconde molto di più?
“E’ solo un sogno” è il nostro singolo come band Overcardano uscito a Giungo 2025.
Il brano è un immaginario dialogo con la “vita”, una serie di domande e di riflessioni sugli eventi accaduti e che hanno lasciato il segno.
Ma come accade spesso nella realtà, la “vita non risponde”.
Spesso non ci sono risposte chiare e dirette alle nostre domande ma non per questo dobbiamo smettere di cercare queste riposte.
Nelle parole con cui si chiude ogni ritornello è racchiusa una “foto” della vita di gran parte di noi, una “immagine” in cui tutti ci possiamo riconoscere: “siamo frecce di un arco, iniziamo volando ma siamo destinati a cadere giù”. È la condizione umana che fa sì che quando si è ragazzi o giovani tutto ci appaia bello e la vita è piena di promesse e di opportunità. Ma poi piano piano, crescendo, a volte molte cose cambiano: “Il ragazzino felice dagli occhi blu scompare ed il grande amore non torna più”, oppure dobbiamo fare i conti con un “sipario che cala su alcuni di noi” perché alcuni amici o persone che sono state importanti nella nostra vita non ci sono più ed il ricordo di “Via pian di scò”, quel luogo che rappresenta la fase della nostra vita in cui siamo stati felici senza saperlo, si fa sempre più lontano.
Come un “mantra” le parole finali del brano si ripetono: “E’ solo un sogno, la vita è sogno”.
È la convinzione che quello che ci accade nella vita, specialmente le cose negative, siano temporanee, come parte di un sogno da cui prima o poi ci sveglieremo. È la voglia di costruire una realtà migliore, non arrendendoci mai e non smettendo mai di lottare.
Cosa potete anticipare sul disco in uscita a settembre?
Il nostro prossimo obiettivo è la release del nostro primo album come Overcardano. L’uscita dovrebbe avvenire tra il prossimo settembre al massimo ad ottobre. L’album conterrà sia i singoli fin qui pubblicati come una sorta di raccolta per mettere un punto sulla musica fin qui prodotta, ma soprattutto ci saranno altrettanti brani nuovi ed inediti in modo che l’album contenga sia le cose fatte fin ora ma anche idee nuove e diverse che vanno ad arricchire il repertorio di Overcardano. Non vediamo l’ora! Sarà come mettere un punto su questa prima fase in cui ci siamo guadagnati il “diritto di esistere musicalmente”, cioè digitando il nome Overcardano sulla rete noi oggi siamo presenti con musiche, video, post, canzoni ed interviste. Oggi come Overcardano possiamo dire “Noi ci siamo”!!!
Il vostro sound fonde rock e synth in modo originale. Come lavorate alla scrittura e alla produzione per mantenere questo equilibrio?
“E’ solo un sogno” è una ballad ma con una forte matrice rock intessuta del suono delle chitarre e della batteria che insieme costruiscono una potente “spina dorsale di suono” a cui si affiancano i suoni dei Synth che sono ormai uno dei marchi di fabbrica di Overcardano.
Tutte le parti di Synth che fanno da contraltare alle chitarre e alla batteria sono opera di Gianluca Meloni che è riuscito a creare una atmosfera “non terrena”, utilizzando un suono di Synth che ha una matrice sia ritmica che melodica, un suono simile alle onde che si si propagano sulla superficie di uno specchio d’acqua quando viene lanciato un sasso.
Per la registrazione di questo brano Overcardano si è rivolta ai musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del singolo precedente “Green Power”. Alle chitarre Giancarlo Gabanella che per questo brano ha intessuto una serie di “botta e risposta” con la voce principale. Nel ritornello è stata utilizzata una chitarra a sette corde, una in più rispetto alle 6 corde convenzionali per dare più potenza al suono.
Alla batteria Francesco Isola che ha dato al brano una matrice rock ma non convenzionale, riuscendo a posizionarlo un uno spazio tra la ballad classica ed il rock più spinto, accompagnando con potenti rullate i punti di passaggio del brano.
“Via Pian di Scò” è un riferimento molto preciso. Perché avete scelto di inserirlo? Quanto contano i luoghi reali nella vostra musica?
Via Pian di scò è un luogo che esiste davvero. È la strada in cui io (Maurizio) sono cresciuto e si trova a Roma nel quartiere del Nuovo Salario. È la strada in cui io da ragazzino ho giocato con il pallone e in cui ho conosciuto tutti i miei amici storici che sono ancora presenti nella mia. Vita. Ma
“Via pian di scò” simbolicamente, è quel luogo che rappresenta la fase della nostra vita in cui siamo stati felici senza saperlo, e che crescendo si fa sempre più lontano.
Qui potremmo citare numerosi riferimenti letterari di grande valore storico. C’è I Proust della “ricerca del tempo perduto”, ma anche il visionario William Blake quando scriveva “the songs of Innocence and of Experience” in cui sosteneva con grande chiarezza che l’innocenza dell’infanzia viene poi letteralmente “corrotta” con il passare degli anni della vita.


