Pulsazioni elettroniche, voce potente e un videoclip carico di energia. “The Hunger” non è solo un singolo, ma un inno alla voglia di non fermarsi mai. Andrew Kyo, tra club e ispirazioni improvvise, ci parla di ambizione, trasformazione e del coraggio di credere in se stessi fino in fondo.

Bentrovato, Andrew. “The Hunger” occupa un ruolo importante all’interno della tua carriera musicale?
Attualmente penso sia il miglior brano che abbia mai scritto, la produzione è stata curata da me in collaborazione con dei professionisti del settore come Headstudio’s di Luca Testa a Torino e in più abbiamo la voce di un artista internazionale come Kris Kiss (che ha già collaborato con Don Diablo, Steve Aoki e Hardwell). Abbiamo messo il carico da 90 con un videoclip coreografico con la partecipazione di uno dei corpi di ballo più promettenti del momento la Urban DanceFloor di Verona (che hanno partecipato di recente a Italian’s Got Talent).
Qual è l’occasione perfetta per suonare questo brano, a tuo parere?
Lo inserirò fisso nel mio DJ set che mescola EDM al Rock e che ho già sperimentato in venue come lo storico Ministry of Sound di Londra e in festival come l’Amsterdam Dance Event oltre che in numerosi locali d’Italia. La location ideale per proporre questo brano è il classico club, ma con una band rock di supporto non credo sfigurerebbe anche riproposto in chiave live più tradizionale.
C’è un messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi ascoltatori?
Il messaggio che vorrei trasmettere è esattamente il topic che ruota attorno a “The Hunger”, ovvero che dobbiamo restare “affamati” nel senso più positivo del termine: imparare cose nuove ogni giorno, migliorarsi sempre di più e non mollare mai di fronte alla difficoltà! Trovare la motivazione anche all’interno delle difficoltà stesse per essere la versione migliore di noi stessi ogni giorno.
Vorresti parlare un po’ del videoclip?
La giornata di shooting è stata memorabile, avevo visto delle previews della coreografia in piccoli spezzoni di video mandati direttamente dalle coach della scuola durante le prove generali, ma vedere 12 ragazzi/e dal vivo far tremare il pavimento mentre ballano il tuo brano è stata una cosa che non trovo parole per descrivere. Mi sono davvero emozionato! Abbiamo girato anche le parti di storia all’interno della scuola, dove la protagonista si iscrive a scuola e dapprima è in enorme difficoltà, poi però diventa la più brava di tutte diventando la prima ballerina della coreografia. Lei diventa il simbolo che impegnandosi, imparando e credendoci fino in fondo i sogni si realizzano. E loro mi hanno aiutato a realizzare il mio sogno quel giorno.


