Classe ‘64, Carlo Audino è un cantautore poliedrico che nel corso della sua lunga carriera ha partecipato a festival e concorsi musicali e ha preso parte all’Accademia della Canzone di Sanremo insieme a Tiziano Ferro.
Nel suo ultimo singolo “Lorenzo e la Luna”, uscito il 21 marzo, ci racconta una storia ricca di metafore e di forze contrastanti, scelte di vita e riflessioni, in una mescolanza – altamente evocativa – di autobiografia e riflessione dal carattere universale.

Quando è iniziato il tuo viaggio nella musica? Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso?
“Alla fine del 1979 ho cominciato a suonare per la prima volta la chitarra e poi mi sono dedicato a scrivere qualche canzone soprattutto a partire dagli anni 80. Ciò che mi ha spinto a intraprendere questa strada è stata, innanzitutto, la mia timidezza – per la quale la musica è diventata una mia valvola di sfogo che mi ha aiutato ad esprimermi – e poi mio padre. Tra i cantautori che mi hanno ispirato ci sono Ivan Graziani e Mango, che ascoltavo alla radio e ricordo ancora che avevo una piccola cassetta a cui ero affezionato e che trasmetteva le loro canzoni.”
Di cosa parla il tuo nuovo singolo “Lorenzo e la luna”?
“Lorenzo e la luna è uno dei miei brani più ermetici nel senso che nasce in un periodo in cui ero ricoverato in un ospedale dove ho conosciuto una ragazza. All’epoca io ero fidanzato quindi mi sono trovato abbastanza in difficoltà. Questa ragazza era molto interessante e un suo amico con cui mi capitava di parlare mi confermava quanto lei fosse innamorata di me, alimentando questo fuoco. Sono stato travolto da un forte sentimento per questa ragazza e ho iniziato a scrivere il testo della canzone che presenta tante figure retoriche: il sole rappresenta quella che era la mia vera ragazza. La luna rappresenta la nuova figura romantica della ragazza conosciuta in ospedale che, a un certo punto, si fidanza con lo stesso chirurgo che l’ha operata. Quando la luna se ne va via, io mi ritrovo come un cane bastonatao sotto la pioggia gelida di gennaio e ritorno dal mio sole che valorizzo molto di più perché mi rendo conto di quanto il sole possa essere caldo e piacevole, sebbene lei si fosse accorta di qualcosa all’orizzonte e abbia iniziato a riempirmi di “baci di catena”.
Qual è messaggio che vuoi trasmettere con questa canzone?
“La canzone nasce come un mio sfogo però ha anche un aspetto demagogico che riguarda un tema particolare: di fronte alle grandi decisioni della vita bisogna valutare molto bene le opzioni e stare attenti a chi ci si fa consigliare, per esempio, nel caso della canzone, a Lorenzo – che nel video compare vicino a un diavolo. Insomma, di fronte ai grandi bivi della vita bisogna valutare l’obiettivo ma anche il contorno”.
In generale, quali sono i temi della tua poetica musicale? Nascono sempre da un’esperienza personale?
“I miei temi spaziano tantissimo, l’amore è una delle tematiche più gettonate. Quando si ama si vive con quello stato d’animo classico per essere predisposti a creare qualcosa. A volte mi basta uno stimolo, una storia, una lettura per far nascere una canzone. Ad esempio, “Bosko e Admira” è nata dopo aver letto un articolo ed è dedicata a due innamorati di Sarajevo che cercavano di fuggire.”
Quanto è importante la musica per te per canalizzare le emozioni e le pulsioni delle tue esperienze di vita?
“Io concepisco il processo creativo come un getto dell’anima attraverso il quale sfogo tutto quello che ho dentro. In questo brano in particolare, ho realizzato anche l’intera composizione in sala, usando l’intelligenza artificiale. Ho cercato di rendere nel migliore modo possibile e visivamente le emozioni vissute e le esperienze. L’inserimento di una moto, ad esempio, risale proprio ad un’esperienza personale circa un incidente che mi ha visto coinvolto con la moto tempo fa.”
Progetti futuri?
“Ho quasi finito di lavorare al prossimo brano, in uscita il 9 maggio, dal titolo “Sogno d’amore”. È più ritmato ed estivo anche se alquanto malinconico perché parla di un’esperienza personale risalente a un innamoramento finito ai tempi del liceo.”
