Giorgio Pulvirenti ci porta nel tumulto della Seconda Guerra Mondiale con “Mi Chiamo Harry Gray”. Il romanzo intreccia il thriller storico con note romantiche, seguendo Harry Gray a bordo della USS Tryon. Con misteri da svelare e segreti di guerra, Pulvirenti ci guida in un viaggio avvincente nei meandri della storia e dell’animo umano. Scopri come l’autore trasforma eventi storici in emozioni che restano impresse.

Ciao, Giorgio. Da dove nasce l’ispirazione per il nuovo romanzo “Mi chiamo Harry Gray”?

Ciao! Intanto ci tenevo a ringraziarvi per l’opportunità. Allora, l’ispirazione per il mio nuovo romanzo “Mi chiamo Harry Gray” nasce principalmente da due cose: il mio desiderio di scrivere una storia ambientata durante il periodo del proibizionismo americano, periodo storico che mi ha da sempre affascinato, e che per di più avesse come protagonista un personaggio di colore. Quindi, dato che nel mio precedente romanzo “La chiave di Ellie” era presente un personaggio secondario con quelle caratteristiche fisiche, Harry Gray appunto, con un passato tutto da raccontare, e che i periodi storici coincidevano, ho colto la palla al balzo, cercando di chiudere il cerchio, raccontando appunto gli eventi del passato di Harry. 

Sei appassionato di storia? L’accuratezza dei dettagli lascia presagire uno studio approfondito della materia e una forte sensibilità nei confronti dell’epoca che hai scelto di trattare.

Sì, da come avrete intuito, la storia, in generale, è una delle mie passioni più grandi. Ci sono dei periodi particolari del passato che mi affascinano più degli altri, tra questi appunto quello del proibizionismo americano, e tutta quella roba lì. Ma in generale adoro spaziare, come si può evincere dai miei precedenti romanzi ambientati in epoche diverse, Prima e Seconda Guerra Mondiale, ad esempio. Per quanto riguarda lo studio, quando ti cimenti nella scrittura di un romanzo storico, la ricerca approfondita, la cura per i dettagli e la coerenza con la realtà credo siano elementi imprescindibili. Quindi, come per i miei precedenti lavori, anche per questo ho dedicato tantissimo tempo allo studio del periodo storico di riferimento (usi, costumi, stile di linguaggio, ecc.), con lo scopo di rendere la storia quanto più possibile vicina alla realtà.

Riusciresti a categorizzare il romanzo in un genere preciso? O preferiresti che il pubblico accolga ogni sfumatura del libro, senza lasciarsi condizionare?

Ma guarda, al di là di condizionare i lettori, io lo collocherei in un mix che abbraccia quattro generi: storico-thriller-romance-noir. Ti confesso che, quando ho pensato al soggetto iniziale, il genere al quale avevo pensato era il solo romance-storico, dove sono collocati gli altri miei precedenti romanzi. Ma, a mano a mano che aggiungevo dettagli alla storia, gli altri due generi son venuti da sé. 

Hai già in mente qualche progetto per il futuro?

Come no! Qualche mese fa ho portato a termine la stesura di un’altra storia alla quale ho lavorato per oltre due anni e che adesso si trova nelle mani della mia editor. Spero di riuscire a pubblicarla nel 2025, anche se il lavoro è davvero tanto. Inoltre, tempo a disposizione permettendo, sono alle prese con la prima stesura di un’altra storia…

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.