Attacchi indiscriminati e diretti contro i civili palestinesi, che devono essere chiamati per quello che sembrerebbero essere: crimini di guerra.

L’organizzazione Amnesty International, richiede l’attento controllo per due attacchi avvenuti tra il 19 e il 20 ottobre; uno avvenuto nell’edificio appartenente alla chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, dove si erano rifugiati circa 400 civili. L’altro avvenuto in una casa della famiglia Aydi, presso il campo rifugiati di al-Nuseirat (presso cui, le autorità israeliane, avevano intimato alla popolazione palestinese del Nord di Gaza, di trasferirsi). Attacchi che avrebbero prodotto una strage di quasi 50 civili, tra cui 20 bambini, di cui uno di appena tre mesi, oltre che ad una donna anziana di 80 anni. Gli attacchi sotto richiesta di indagine, con l’accusa di “Crimini di guerra”, farebbero parte di un “Documentato schema di disprezzo per le vite palestinesi”. Le forze militari israeliane, riguarderebbe secondo il rapporto scritto dell’Organizzazione, “L’agghiacciante indifferenza per il catastrofico numero di vittime civili avvenuto dai loro incessanti bombardamenti sulla Striscia di Gaza occupata. Una continua violazione delle leggi di guerra da parte di Israele. Problema, questo, portato alla luce, anche dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.