
A poche settimane dall’inizio della guerra, i soldati israeliani sono riusciti ad entrare nella piazza centrale di Gaza City.
La piazza, centrale in cui, venivano chiamati a raccolta i seguaci di Hamas sotto la statua del Milite ignoto ora, militari israeliani che inviano video e fotografie del proprio ingresso. E se l’esercito di Israele avanza velocemente fino a raggiungere il Parlamento, Hamas, attraverso i cunicoli sotterranei, riesce ancora a muoversi e a resistere, “indisturbato”, nonostante i larghi settori di controllo persi. Vie sotterranee che passerebbero anche sotto gli ospedali, considerati come centro di comando del gruppo palestinese e per questa ragione, monitorati attentamente da Israele. Guerra che non si ferma all’interno di Gaza, ma arriva anche al limite delle zone di demarcazione dei due Paesi, a ridosso del Libano, nel sud della città, nella quale sono presenti le zone abitate dai civili, tra le quali Naqura e Labbune, per la parte occidentale e, nella parte orientale, sarebbero coinvolte le località di Markaba, Tayr Harfa e Rabb Thalathin. Nelle ultime ore, secondo il Washington Post, dovrebbe avvenire un rilascio di circa 120 ostaggi israeliani, per la quale si starebbe valutando anche un “cessate il fuoco temporaneo, fino a 5 giorni”, sia per permettere agli ostaggi rilasciati l’arrivo ad Israele in sicurezza, sia per permettere l’arrivo degli aiuti umanitari alla popolazione stremata di Gaza.