ostaggi

E’ stata rilasciata da poche ore e già le dichiarazioni di Yocheved Lifschitz -la donna israeliana di 85 anni, presa prima, come ostaggio e liberata poi, da Hamas- stanno facendo scalpore.

L’anziana ha ripercorso i momenti tragici dell’arrivo dei miliziani, della morte che ha visto attorno a sé e dei giorni di prigionia. Nella conferenza stampa avvenuta dopo la liberazione, Yocheved ha puntato il dito sia contro il governo, sia contro l’intelligence israeliano. Tre settimane prima del 7 ottobre, vi erano state delle incursioni al kibbutz; alcuni terreni erano stati bruciati e l’esercito ha sottovalutato questi avvertimenti, che sono costati non poco alla popolazione civile. La donna stessa, sarebbe stata picchiata, subito dopo il rapimento, ma durante la prigionia, i miliziani di Hamas, l’avrebbero trattata bene, curandola e fornendole tutto ciò di cui potesse avere bisogno. I rapitori, avrebbero provato a parlare con Yocheved Lifschitz e altri ostaggi di politica, ma nessuno degli ostaggi avrebbe voluto affrontare questo discorso. Anche l’altra donna liberata, Nurit Cooper, di 79 anni ha affermato di essere stata trattata dignitosamente dai rapitori. La liberazione delle due donne, avviene dopo numerosi tentativi del governo di Qatar ed Egitto, che hanno mediato senza sosta, per il rilascio delle due anziane, per motivi “umanitari”.