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Ora la preoccupazione non secondaria, sarebbe sulla necessità impellente di far entrare gli aiuti umanitari, ridotti drasticamente.

Aiuti che attualmente, sono stati più che dimezzati, creando situazioni “surreali”. Durante il Summit avvenuto al Cairo, il segretario generale dell’Onu, avrebbe espresso la propria preoccupazione sulla necessità di “far entrare gli aiuti umanitari”. Dal primo giorno di guerra, l’accesso è stato consentito solamente a 40 camion; un numero insufficiente se si pensa che, prima che ci fosse la guerra, ad entrare a Gaza, erano circa 100 i camion giornalieri. Dati confermati anche da Josep Borrel, Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica Estera e di sicurezza. In diciassette giorni di guerra, il numero dei morti palestinesi si aggira attorno ai 5mila e 1seicento le persone israeliane decedute, quasi 300 sarebbero gli ostaggi nella striscia di Gaza. Il continuo timore di un allargamento del conflitto al vicino Iran e Libano, fa sempre più paura. Timore, questo, condiviso in Occidente e negli Stati Uniti d’America. Il ministro degli Esteri Tajani, in queste ore sarebbe impegnato per far uscire a Gaza e far rientrare in Italia, 19 connazionali ancora presenti sul territorio, oltre a due ostaggi italo-israeliani, attualmente ostaggi degli estremisti. Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, incontrerà in questi giorni in Libano, gli oltre mille militari (principalmente appartenenti alla Brigata “Granatieri” di Sardegna), impegnati al sud del paese, a ridosso della linea di demarcazione con Israele.