Saranno 24 le gare in totale e con il ritorno del Gran Premio della Cina di scena a Shanghai e quello all’autodromo di Imola, il primo annullato per quattro anni a causa della pandemia e il secondo infelicemente cancellato per l’alluvione che ha colpito Imola e le zone dell’Emilia Romagna nel maggio scorso. Queste le principali novità del calendario 2024 di Formula Uno, annunciato nei giorni scorsi dal Presidente e Amministratore Delegato della F1, Stefano Domenicali, e dal presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem. Il Circus partirà il 2 marzo in Bahrain e si chiuderà alla ventiquattresima gara della stagione, l’8 dicembre in occasione del Gran Premio di Abu Dhabi. Con in corso ancora la stagione 2023 quella del 2024 sembra una data lontana. Ma i rapporti di forza delle scuderie e dei piloti in questo torneo diranno molto per il futuro, cosa che si nota senza dubbio seguendo le quote Formula Uno stilate dai bookmakers e che tracciano una linea su quella che sarà la seconda parte del Circus di F1. Indicazioni che emergono anche alla luce anche di alcuni cambiamenti e novità che verranno introdotte in termini di date e calendario nel 2024. Un calendario che è stato composto seguendo alcuni criteri innovativi e da un certo punto di vista necessari, inseguendo una razionalizzazione della logistica e dunque dei costi, che può avere degli effetti benefici anche in termini ambientali e sicuramente economici. 

Novità e i GP italiani 

Sicuramente, come anticipato, le grandi novità riguardano il ritorno del Gran Premio di Cina, in calendario dopo quattro anni, il weekend del 21 aprile sul circuito di Shanghai, rinviato per gli eventi mondiali e nel 2023 annunciato e poi annullato per gli stessi sviluppi sanitari e mai rimpiazzato, portando da 24 a 23 il numero di GP nell’anno in corso. Sono soprattutto altri tre i punti fondamentali del prossimo campionato di Formula Uno. Innanzitutto il Gran Premio di Spagna, a Barcellona, posticipato il weekend del 23 giugno dopo la tappa di Montreal del 9 giugno. Poi c’è il posticipo della tappa del circuito di Baku, in Azerbaijan, il 15 settembre. E soprattutto c’è il ritorno di due Gran Premi in Italia, il primo, quello di Imola, o se si preferisce Gran Premio dell’Emilia Romagna, previsto dal 17 al 19 maggio, e poi quello di Monza, o Gran Premio d’Italia, dal 30 agosto al primo settembre. 

I test e le pause 

Cambiamenti ci saranno anche nella fase dei test pre stagionali, confermati come sede in Bahrain sempre disputati in un formato di tre giornate, dal 21 al 23 febbraio. Interessante anche la collocazione di un mese di pausa subito dopo il Gran Premio di Singapore, a sei giornate dal termine che dunque porterà a un tour de force che partirà ad Austin dal 18 al 20 ottobre, passando per Città del Messico, dal 25 al 27 ottobre, e chiudendo a San Paolo del Brasile, dal primo al 3 novembre. Altre due settimane di stop e poi il triplo-header finale, da Las Vegas, GP del Qatar e l’8 dicembre, con la chiusura con il GP di Abu Dhabi. 

Sostenibilità ambientale 

Particolare attenzione è stata data questa volta alla sostenibilità ambientale, così come fanno i leader politici mondiali. Se si nota, infatti, il calendario è stato composto con una sorta di itinerario consecutivo, il più delle volte senza viaggi da una parte all’altra del globo. Ecco perché lo spostamento del Giappone ad aprile, dell’Azerbaigian a settembre e quelli di Qatar e Abu Dhabi in serie. Tutto questo per raggruppare le aree geografiche, limitare i costi degli spostamenti e anche l’impatto ambientale dei trasferimenti. 

Ramadan e le gare di sabato 

Altra importante novità riguarda l’avvio di stagione. Come si noterà la gara di apertura in Bahrain e la successiva in Arabia Saudita si correranno di sabato. Una scelta presa per rispettare gli eventi legati al mese del Ramadan, periodo sacro per i musulmani. Scelta del sabato anche per il GP di Las Vegas del 23 novembre ma questa volta non legato a ragioni religiose ma commerciali, con una gara in notturna seguita da mezzo mondo. Gli orari non sono ancora confermati ma per agevolare la visione anche in altre parti del mondo, dunque con fusi orari diversi, in loco la gara potrebbe cominciare poco prima di mezzanotte. Una scelta bizzarra ma che comunque attrae centinaia di migliaia di persone all’autodromo di Austin. 

Redazione

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