Il pianista bergamasco conquista il record mondiale suonando il pianoforte a 5384 metri di altitudine, sul monte Khardong La, in India.
Sulle note di <Fly Away>, l’eco della musica riecheggiava tra le imponenti catene montuose della regione di Ladakh, in India, a circa 5mila metri di altitudine, sul monte Khardong La.
Chissà se l’ecosistema, in quel luogo, avesse mai sentito prima la melodia di un pianoforte, e se quelle vibrazioni avessero in qualche modo inciso sulle frequenze della natura, abbracciando gli alberi, gli uccelli, le rocce.
Erano a quota 5384 metri il pianista Davide Locatelli e la sua troupe. La suggestione del paesaggio e la tensione del momento hanno reso l’esperienza indimenticabile.
Giovedì 29 giugno il musicista bergamasco si è aggiudicato il Guinness World Record per la performance pianistica alla più alta altitudine.
<E’ stata un’esperienza pesante, ci sono volute trenta ore di viaggio e tre aerei differenti per raggiungere Ladakh. Eravamo preparati a livello fisico, abbiamo duramente lavorato a questo progetto per 6 mesi, ma una volta arrivati là eravamo davvero stanchi e provati.> dice Davide Locatelli. <E’ uno dei posti più belli che abbia mai visto in vita mia. Consiglio a tutti di visitare questi luoghi incantati, che aiutano tantissimo a livello psicologico e meditativo.>
D: Di quanto era il record precedente e perché tu hai scelto proprio l’India come meta?
R: Il record precedente risale all’anno scorso; venne assegnato l’anno scorso a un pianista che suonò su una montagna in Romania, alta un centinaio di metri in meno rispetto a Khardong La, dove ho suonato io.
Inizialmente avevo individuato tre vette ideali per poter raggiungere il record. Alla fine, la scelta è ricaduta sull’india. Sono sempre stato attratto dalla cultura indiana e pratico meditazione tutti i giorni, quindi ho deciso di unire il lavoro a un viaggio che ho sempre desiderato fare. E’ stato davvero difficile raggiungere la cima con un camion che trasportava un pianoforte.
D: Quali canzoni hai suonato?
Tutti i pezzi del mio repertorio partendo dal 2014, da <Fly Away> a «Sugarland»; seguiti dalla trilogia «Experience» (pezzo dedicato alla città di Bergamo durante il Covid), «Hyper silent» (scritto nelle valli fiorentine) e il mio nuovo singolo «Love 4». Quest’ultimo brano l’avevo suonato in anteprima solo una volta, in esclusiva per la figlia di Donald Trump, durante un evento privato. Ho voluto che il lancio ufficiale di questo singolo avvenisse proprio sulla vetta indiana.
D: A chi vuoi dedicare questo traguardo e – in generale – cosa intendi comunicare con la tua musica?
Il mio record mondiale mi sento di dedicarlo al mio discografico, Roberto Rossi, recentemente scomparso a causa di una brutta malattia. Sono davvero provato da questa perdita. Roberto era una persona speciale per me, è grazie a lui se sono arrivato fino a qui lavorativamente parlando.
La mia musica vuole comunicare amore, quell’amore forte e totalizzante che si vuole esprimere solo a qualcuno di veramente importante.
D: Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto musicando un film, ma non posso anticipare ancora niente, e presto mi trasferirò a Los Angeles per seguire questo progetto. In Italia – purtroppo – siamo ancora un pò indietro nel settore musicale.